
(umbriajournal.com by AKR) – CASTIGLIONE DEL LAGO – “Un progetto per la sicurezza del territorio” è il titolo di un interessante incontro pubblico che si è svolto lo scorso 22 novembre presso la Sala del Consiglio del Municipio di Castiglione del Lago. Davanti ad un folto pubblico è intervenuto l’on. Gianpiero Bocci, Sottosegretario di Stato agli Interni del Governo presieduto da Enrico Letta, Antonio Reppucci nuovo Prefetto di Perugia, il sindaco di Castiglione del Lago Sergio Batino e i rappresentanti locali e provinciali delle forze dell’ordine e tutti i sindaci dei Comuni del Trasimeno. «Questa iniziativa – ha esordito il sindaco Sergio Batino – è nata dall’esigenza di inviare ai cittadini un messaggio di rassicurazione, anche a seguito di alcuni fatti che negli ultimi mesi hanno particolarmente colpito la sensibilità della nostra popolazione: sono fatti che vogliamo mantenere isolati. Gli amministratori dei Comuni del Trasimeno sono attenti e stanno lavorando con Carabinieri e Polizia, che ringrazio personalmente, per arginare questi fenomeni. Parlando di sicurezza del territorio, anche alla luce dei catastrofici eventi alluvionali in Sardegna, grande considerazione e particolare sottolineatura va al lavoro di Vigili del Fuoco e Protezione Civile. Credo che sulla sicurezza sia il momento di accelerare, con maggiore coordinamento e migliore integrazione negli interventi. Il nostro lavoro deve proseguire e migliorare per fare in modo che sia utile e percepibile da tutti. I cittadini avvertono chiara l’esigenza che sia necessario unire le forze anche con un’unione tra gli enti comunali: al Trasimeno 8 Comuni sono sicuramente troppi, anche in questo settore».
Il prefetto Antonio Reppucci, apprezzando il modo “garbato” e non “urlato” con il quale il sindaco Batino ha introdotto la questione, ha ricordato il suo lavoro in Calabria, svolto fino allo scorso luglio, con tutta una serie di emergenze, problemi e priorità assolutamente non paragonabili a quelli della provincia di Perugia. «Tre sono i fattori che condizionano la democrazia – ha detto Reppucci – e incidono sullo sviluppo sociale ed economico nei vari territori. Io le definisco “le tre esse”: sicurezza, scuola e sanità. E non è un momento facile per questi tre fattori, “in sofferenza” per la carenza di risorse. Ringrazio l’on. Bocci per quello che sta facendo per garantire gli organici (anche aumentati in alcune zone) e per la conservazione dei presidi di polizia nel territorio. La lotta al degrado urbano è per esempio un aspetto importante della questione sicurezza: illuminazione e cura dei quartieri aiutano molto anche il lavoro delle forze dell’ordine. Dove c’è degrado c’è emarginazione e facilmente criminalità». Il Prefetto ha lanciato un concetto importante e significativo: «Sicurezza partecipata, integrata, collaborativa, che significa unire gli sforzi umani e tecnologici per combattere il crimine. Le forze di polizia (Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza) se lavorano al fianco delle polizie locali (e anche dei componenti degli istituti di vigilanza) possono dare buoni risultati, ma il risultato migliore si otterrà con la partecipazione costante di tutti i cittadini, che sono componente fondamentale: ogni cittadino può essere poliziotto, collaborando, creando ostacoli ai ladri d’appartamento o, cosa importante, segnalando “strane” compravendite di attività economiche o di immobili, a prezzi gonfiati, che indicano un chiaro tentativo di espansione di organizzazioni criminali. La sicurezza e la pace sociale va difesa insieme, con decisione e senso dello Stato: sbaglia chi pensa che le forze di polizia possono fare tutto da sole. Dobbiamo realizzare una democrazia inclusiva, che significa partecipazione attiva, con una cittadinanza fatta di diritti e di doveri».

«I cittadini del Trasimeno si aspettano dal Governo e da tutte le istituzioni – ha esordito l’on. Gianpiero Bocci nel suo intervento – una risposta capace di tranquillizzarli rispetto alla capacità dello Stato di far rispettare le leggi, la sicurezza e l’ordine pubblico. Le forze dell’ordine rappresentano la parte migliore del Paese e delle istituzioni, nella costante e coraggiosa difesa della legalità e della democrazia italiana. Ringrazio il capitano Marcello Sardu, comandante della Compagnia dei carabinieri di Città della Pieve, per la competenza e la professionalità dimostrate sempre e anche negli ultimi episodi di microcriminalità che hanno interessato questa zona. I cittadini possono stare tranquilli: il lavoro investigativo delle forze dell’ordine è serio e scrupoloso, anche se spesso non visibile, e darà a breve grossi risultati visibili a tutti. In questi mesi il Ministero degli Interni, con l’apporto fondamentale del prefetto Reppucci, ha fatto e sta facendo uno sforzo straordinario per la provincia di Perugia e per il Trasimeno, portando nuovo personale, mezzi e dotazioni tecniche». L’on. Bocci ha poi elencato le varie iniziative degli ultimi mesi e di questi giorni, tra le quali, prime in Italia, l’attacco organico e coordinato agli spacciatori e agli sfruttatori della prostituzione che detengono il controllo criminale di Perugia. Un’azione che vuole combattere e sradicare le organizzazioni, spesso di etnie diverse in lotta violenta tra di loro, che rendono difficile la vita dei cittadini di Perugia e di alcuni centri umbri. «Ringrazio l’amministrazione del Ministero dell’Interno per aver indicato il prefetto Reppucci per Perugia. Avevo chiesto un uomo d’azione e non un burocrate e sono stato accontentato: Antonio Reppucci viene dalla “prima linea” del “fronte” calabrese, regione con ben altri problemi rispetto all’Umbria, ed è uomo d’azione, forte e concreto». Bocci ha poi parlato diffusamente di immigrazione e legalità, sottolineando in maniera netta che tutti sono tenuti a rispettare le leggi e che ad ogni giusto diritto corrisponde un dovere. «Il problema non è certo arrestare l’immigrazione (fenomeno naturale da che esiste l’uomo) ma governarla, per evitare che i clandestini, restando nell’ombra, diventino facile preda delle organizzazioni criminali, spesso italiane, che li trasformano in “manovali” che ne fanno “carne da macello”. Il nostro dovere è non fare sconti a nessuno, per garantire la legalità e la sicurezza dei cittadini, italiani e stranieri regolari». Per concludere Gianpiero Bocci ha fatto un forte appello a tutti: «O stiamo con lo Stato o contro lo Stato. Non possono esistere “zone grigie” dove si collocano ancora troppi cittadini, ancora troppi imprenditori e, purtroppo, ancora troppi uomini delle istituzioni».
Cos’è in sintesi il “progetto per la sicurezza del territorio”? Il progetto consiste nella creazione di un coordinamento (che in buona parte è già in atto) delle varie forze di polizia nel territorio per contrastare più efficacemente i fenomeni criminali che destano preoccupazione tra i cittadini della zona del Trasimeno. «Stiamo rafforzando e potenziando, per esempio, la rete di telecamere nei punti nevralgici del territorio – ha spiegato il sindaco Sergio Batino – con l’obiettivo futuro di realizzare una vera e propria centrale operativa magari in collaborazione con gli otto Comuni del Trasimeno. Le Polizie Municipali già collaborano attivamente durante le manifestazioni e noi puntiamo ad istituire un coordinamento stabile di contrasto alla criminalità, che consenta la piena interconnessione 24 ore su 24, integrando il prezioso e indispensabile apporto dei Carabinieri di Città della Pieve e della Polizia Stradale di Castiglione del Lago: con questi corpi il raccordo è a buon punto grazie anche al prezioso lavoro del capitano Sardu e dell’ispettore Moretti, che stanno facendo un ottimo lavoro. Sarebbe poi auspicabile un aiuto dalla Polizia Provinciale: noi sollecitiamo il pieno utilizzo della nuova caserma di Castiglione del Lago e l’inserimento di questo corpo nel coordinamento». In pratica si è creato un vero e proprio coordinamento interforze con pattuglie miste che operano sia durante il giorno che, soprattutto, durante le ore notturne, principalmente nei mesi estivi quando la popolazione raddoppia. «Riteniamo che la loro presenza fisica lungo le strade sia l’unico vero deterrente per prevenire gli episodi di microcriminalità e aumentare la sicurezza di tutti».

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