Tamponi obbligatori a lavoratori e turisti che tornano dall’estero

 
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Tamponi obbligatori a lavoratori e turisti che tornano dall’estero

“Per evitare l’insorgere di nuove positività e circoscrivere il rischio di nuovi focolai di Covid-19 è necessario che la Regione tenga in maggiore considerazione il fenomeno crescente da ‘importazione del virus’, rendendo obbligatori i tamponi per i lavoratori e i turisti che arrivano, o rientrano in Umbria, direttamente dall’estero”.

È quanto propone il capogruppo del PD, Tommaso Bori che in una nota aggiunge: “per non vanificare gli sforzi fatti fin qui, è indispensabile alzare la guardia rispetto ad un rischio che si è fatto concreto, ma che può essere arginato investendo maggiormente sulla prevenzione e nella diagnosi tempestiva del virus”. Secondo il capogruppo Dem, “i diversi casi di positività importate dall’estero, così come accaduto anche nella nostra regione, dimostrano che i protocolli di prevenzione necessitano di un’ulteriore stretta, prima che si aprano falle rovinose nel sistema di sanità pubblica.

Attualmente – continua -, le uniche armi a nostra disposizione sono la prevenzione e il contenimento del rischio di contagio, da perseguire con rigorose procedure di controllo oltre che attraverso la costante promozione di protocolli igienico-sanitari e comportamenti responsabili, fondamentali per evitare la malattia”.

“Per limitare i casi di importazione del virus dall’estero – spiega Bori -, serve dunque rendere obbligatorie alcune procedure, rafforzando la misure già previste dagli articoli 4 e 5 del Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri dell’11 giugno 2020, tra cui: segnalare il rientro in Umbria; adottare misure di isolamento preventivo in attesa che le autorità sanitarie procedano tempestivamente con un tampone, da ripetere dopo 7 giorni.

Se – aggiunge -, nel caso dei lavoratori, l’obbligo di comunicazione e di attivazione dell’iter, potrebbe ricadere sul datore di lavoro, nel caso dei turisti la segnalazione potrebbe partire dalle stesse strutture ricettive che li ospitano”.

“L’auspicio di Bori, quindi, è che “la Giunta regionale, seguendo anche l’esempio di altre Regioni, come Veneto e Lazio, possa attivarsi quanto prima, adottando un’ordinanza che possa prevedere queste nuove norme di prevenzione attraverso il coinvolgimento di tutti i soggetti coinvolti. In particolare – conclude -, è il potenziamento della medicina territoriale, che rimane un presidio fondamentale per tutto il sistema sanitario umbro”.

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