Sulla ZES la presidente Proietti ignora vincoli europei e diffonde narrazione fuorviante, agisca con serietà
“Le dichiarazioni della presidente Stefania Proietti sulla ZES confermano una narrazione politicamente utile, ma tecnicamente sbagliata e dimostrano ancora una volta una scarsa conoscenza del funzionamento degli strumenti europei in materia di aiuti di Stato e una narrazione fuorviante volta a creare responsabilità inesistenti. Il perimetro degli aiuti non è stato deciso dalla Regione, ma definito e poi approvato dalla Commissione Europea nell’ambito della Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale 2022-2027, non da una delibera regionale del 2021”.
A intervenire sono il segretario regionale della Lega Umbria, On. Riccardo Augusto Marchetti, e i consiglieri regionali Donatella Tesei ed Enrico Melasecche.
“Le aree incluse nel perimetro del credito d’imposta legato alla ZES – proseguono – non dipendono da scelte politiche discrezionali della Regione, né attuali né passate. Le mappe sono definite sulla base dei criteri previsti dagli Orientamenti UE sugli aiuti di Stato: indicatori socio-economici, continuità territoriale delle aree, e soprattutto il limite demografico massimo che l’Europa consente di includere nelle cosiddette zone ‘107.3.c’. Questa quota, assegnata allo Stato membro e poi ripartita sui territori, non può essere ampliata unilateralmente, né è possibile inserire territori che non rispettano i parametri europei solo perché esiste una richiesta locale. Se si vuole includere un nuovo Comune, occorre individuare un’area omogenea e contigua che rispetti gli indicatori UE, e contestualmente escluderne un’altra, perché il plafond di popolazione ammissibile è già stato saturato dall’Italia e dall’Umbria nella candidatura 2022-2027”.
“Una revisione delle aree non può essere decisa da una sola Regione ignorando il quadro nazionale. Ogni eventuale modifica deve essere valutata dal Governo, condivisa con le altre Regioni coinvolte e poi notificata alla Commissione Europea per approvazione. Far credere il contrario significa alimentare aspettative irrealistiche e fare propaganda sulle spalle dei territori”.
“All’interno dei vincoli fissati da Bruxelles – concludono – le Regioni possono proporre una distribuzione territoriale, ma sempre e soltanto entro paletti molto rigidi, non ‘a piacere’. L’estensione della ZES alle Marche e all’Umbria prevista dal disegno di legge A.C. 2668 non assegna automaticamente gli incentivi fiscali a tutti i Comuni umbri: la semplificazione amministrativa riguarda l’intero territorio incluso nella ZES, mentre il credito d’imposta resta limitato alle aree ammissibili ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera c, del TFUE.

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