SpoletoSì vuole fare chiarezza su una recente esternazione della Nuova Amministrazione Comunale

dott. Francesco Grechi, da Coordinatore SpoletoSì
SPOLETOSI’ SPOLETO – Senza confronto e senza dibattito la democrazia si riduce ad un “assupinamento” nei confronti di chi gestisce il potere . E questo, a Spoleto ed ai cittadini di questa città, non serve. Il regime autocratico, senza opposizione, con un omaccione che comanda e tutti in coro che applaudono servili, in Italia è finito dal 1943. Oggi, infatti, la democrazia vuole il dibattito ed il confronto , anche aspro, se occorre. I cittadini devono essere informati, essere messi in condizione di giudicare chi amministra, di premiare i politici saggi, di sconfessare quelli che non sono competenti o, peggio, che li prendono in giro. Per questo SpoletoSì vuole fare chiarezza su una recente esternazione della Nuova Amministrazione Comunale, enfatizzata  anche dalla stampa locale come commovente esempio di eroismo amministrativo: il dott. Angelo Musco ha infatti annunciato di voler destinare i soldi  relativi al suo compenso di Presidente dell’ASE per borse di studio …. MA  SECONDO SPOLETOSI’ QUEI SOLDI NON ESISTONO. Musco, infatti , in qualità di amministratore unico dell’A.SE. (a proposito, il Sindaco ed il suo gruppo fino a prima delle elezioni non proclamavano ad ogni piè sospinto che l’A.SE. era un ente sprecone da chiudere subito ?) , Musco, appunto, rientra nei casi previsti dall’art. 6 del D.L. 24 giugno2014 n.90 convertito nella legge 11 agosto 2014.

Tale norma fa divieto di elargire compensi o emolumenti a lavoratori pubblici o privati in quiescenza, che assumano incarichi in organi di governo delle Amministrazioni locali o di enti o società da essi controllati. Al momento della nomina  di Musco nell’A.SE, effettuata dall’Amministrazione Comunale di Spoleto , evidentemente in relazione alla norma sopra citata, non fu attribuito alcun compenso. Quindi appare fuor di luogo il tanto sbandierato  – dalla stampa- “eroismo” della rinuncia dei compensi, visto che si tratta di pura e semplice ottemperanza alla normativa  che vieta i compensi nel caso specifico. Ergo, se nelle ultime ore non sono intervenute fondamentali modifiche di legge o è cambiato qualcosa all’A.SE(del tipo una specie di riconversione dell’ente in senso culturale – formativo , cioè la trasformazione da Azienda Servizi ad azienda per la premiazione del merito scolastico, e non sarebbe mica male!!), eventuali stanziamenti per finanziare borse di studio non possono essere effettuati con i compensi dell’Amministratore unico A.SE,  appunto il nostro Musco, poiché tali compensi non esistono, in quanto vietati dalla norma di legge.

A questo punto, però, la creazione delle borse di studio sarebbe realizzata distogliendo fondi destinati alle altre attività proprie dell’Ente(sicurezza delle strade, manutenzione stabili, arredo urbano e verde pubblico etc. ) e francamente non ci sembra il caso. Il pienone di turisti, in ogni week end delle ultime assolate settimane nella città del Festival, si è imbattuto in una Spoleto veramente maltenuta, piena di strade sdrucite, con i pavimenti in pavé delle piazze principali addirittura pericolosi, ed il Giro della Rocca in grave stato di abbandono con cartacce, erbacce ed escrementi canini in bella vista dappertutto. Ciò, solo per citare molto sommariamente  verde pubblico e strade cittadine . Ma dopo sei mesi di “ nuovo corso” politico ( 24 settimane , 180 giorni) , i nuovi amministratori  intendono mettersi finalmente al lavoro , o sono ancora mentalmente in vacanza ad organizzare fantasmagorici ed esclusivi ( cioè che escludono il popolo) cenoni per  Vips  al Teatro Nuovo et cetera  et cetera?  Intanto, il povero grande genio di Gian Carlo Menotti non può che rivoltarsi nella tomba e pronunciare la sua celebre frase :“ Spoleto is not a safari”;  “Spoleto non è un safari”.  Ammonendo e profetizzando come, dopo la sua morte, il potere politico, troppo spesso nel nostro Belpaese, malamente sinergico a quello pseudoartistico e pseudoculturale, avrebbe fatto del Festival e dei suoi  luoghi sacri una “battuta di caccia grossa”.

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