Situazione supercondominio Bellocchio, la nota di Mori

 
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da Emanuela Mori (consigliere comunale Perugia)
Il Sindaco Romizi nei giorni scorsi con una ordinanza urgente ha inibito l’uso dei garage siti al piano -2 e -3 del supercondominio Bellocchio. L’ordinanza, dietro la maschera del ripristino degli impianti anti-incendio e della pulizia degli spazi, rischia di configurarsi come un blando placebo volto a spostare il problema delle persone senza fissa dimora che hanno eletto a domicilio improvvisato gli anfratti della struttura in oggetto.

Se è chiaro che nei giorni in cui ha validità l’ordinanza nessuno potrà avere accesso all’area, salvo ovviamente chi dovrà porre in pristino la zona, non è altrettanto chiaro su come il Sindaco si impegnerà affinché le situazioni di degrado evidenziate non tornino a ripresentarsi in maniera così virulenta. Si rischia in questo modo di procedere per slogan e per spot momentanei che possono servire solo alla sterile prosecuzione di una campagna elettorale permanente, ma che non portano a soluzioni durature del problema e che, anzi, paradossalmente potrebbero spostare i problemi evidenziati in altri parcheggi interrati e garage della zona scatenando un effetto contagio che sarebbe opportuno scongiurare con interventi alla radice.

Spero che il Comune, attraverso l’impiego della polizia municipale e il raccordo con le varie forze di polizia possa monitorare in maniera continua e costante l’area anche dopo i sessanta giorni di validità altrimenti il rischio è quello di trasformare lo strumento delle ordinanze urgenti per l’incolumità pubblica in sterili grida manzoniane. Il miglioramento della qualità della vita dei residenti passa indissolubilmente attraverso la riconquista degli spazi e la loro costante fruizione piuttosto che attraverso l’innalzamento di barriere, divieti e sensi unici che rischiano di rendere ancora più asfittica la situazione.

Bene ha fatto il segretario regionale della CGIL Sgalla a ricordare la funzione di presidio esercitato dal sindacato, che, in questi anni ha cercato di fare da argine al degrado dell’area e ha portato i residenti ad importanti momenti di confronto come l’assemblea tenutasi l’anno scorso presso i locali stessi della CGIL. Proprio in quest’ottica credo che forme di associazionismo genuine, e non improvvisate al momento per ottenere qualche foto sui giornali, che possano dare vita a iniziative continue e costanti nell’area porterebbero a sviluppare una presenza “di qualità” nell’area Bellocchio-stazione a tutto svantaggio di chi utilizza la zona per delinquere.

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