(umbriajournal.com) PERUGIA – Il capogruppo della Lega Nord, Gianluca Cirignoni, chiede il massimo supporto
delle istituzioni alle Forze dell’ordine nella lotta alla droga e che la
Commissione d’inchiesta del Consiglio regionale su criminalità e
tossicodipendenze approfondisca i dati resi noti dal rapporto 2012 del
Dipartimento nazionale delle politiche antidroga. Per Cirignoni serve un
centro per l’identificazione e l’espulsione dei clandestini, in quanto
costituiscono la principale manovalanza per il traffico di stupefacenti.
“Le istituzioni regionali diano il massimo
supporto alle Forze dell’ordine nel correre ai ripari per arginare il degrado
e l’illegalità che, a causa dello spaccio di droga, sta ammorbando Perugia e
si sta estendendo al resto dell’Umbria. Un buon inizio potrebbe essere quello
di istituire un centro di identificazione ed espulsione regionale dove
rinchiudere, fino ad identificazione ed espulsione, la ‘marea’ di stranieri
clandestini che costituiscono la principale manovalanza per il traffico di
stupefacenti nella nostra regione”. Lo afferma il capogruppo della Lega
Nord, Gianluca Cirignoni, commentando il rapporto 2012 del Dipartimento
nazionale delle politiche antidroga, reso noto dal responsabile Giovanni
Serpelloni, che conferma il primato dell’Umbria sulle morti per overdose.
Cirignoni chiede anche “un approfondito esame del problema in Commissione
regionale d’inchiesta sulla criminalità organizzata e le tossicodipendenze,
stante la evidente interconnessione tra spaccio di droga e infiltrazioni
mafiose sul territorio”.
“Purtroppo – spiega il capogruppo del Carroccio – dalle parole del capo
del Dipartimento nazionale antidroga, apprendiamo con preoccupazione e
rabbia che l’Umbria si conferma nel 2012 come la regione italiana con il più
alto tasso di morti per overdose. Secondo i dati rilevati dal Dipartimento,
Perugia è la prima città italiana per il consumo di eroina. Insomma –
continua Cirignoni -, la nostra regione da ‘cuore verde’ si sta trasformando
inesorabilmente in ‘cuore tossico’ d’Italia e il suo capoluogo ne è il
centro nevralgico. La massiccia offerta di stupefacenti garantita a Perugia
e in Umbria, da mafia e spacciatori extracomunitari – conclude -, stimola
la domanda ed ha messo in moto un vortice che ha trasformato la città in
un supermercato della droga di importanza sovraregionale”.

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