Se la Sinistra si ricordasse di alcune personalità sarebbe meno smarrita è triste

 
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Se la Sinistra si ricordasse di alcune personalità sarebbe meno smarrita
Fabrizio Bracco

da prof. Fabrizio Bracco
Se la Sinistra si ricordasse di alcune personalità sarebbe meno smarrita è triste
Cent’anni fa, il 15 gennaio 1919, veniva brutalmente uccisa Rosa Luxemburg insieme al suo compagno di vita e milizia politica Carlo Liebknecht. Nel mio studio conservo la copia dell’ Avanti! del 26 gennaio che denuncia l’assassinio e titola a tutta pagina “Spartaco rivive immortale nelle speranze del proletariato rivoluzionario” (linguaggio dei socialisti del primo Novecento).

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Forse quei personaggi e quelle lontane vicende oggi parlano a pochi, ma per la mia generazione Rosa Lunxembutg fu un punto di riferimento importante, per la sua integrità morale, per la sua intransigenza rivoluzionaria, per la sua idea democratica e libertaria del socialismo.

Critica del revisionismo socialdemocratico, dietro il quale vedeva emergere la degenerazione opportunistica, e l’idea leninista del partito di quadri rivoluzionari, dietro cui vide tutti i rischi di una involuzione autoritaria e burocratica. Ma ciò che più colpisce della sua esperienza e personalità, insieme a tanti aspetti teorici che ne fanno una delle più coerenti e profonde allieve di Marx e Engels, è la sua grandissima sensibilità umana (certamente perché donna e socialista).

Per lei la classe, le masse non sono mai unità indistinte, ma un insieme di donne e di uomini con i loro bisogni, le loro passioni, i loro desideri, le loro aspirazioni. Per questo la lotta non poteva essere solo per il pane, ma per “pane e rose”. Qualche anno fa è stato pubblicato da Adelphi un libretto intitolato “Un po’ di compassione”, dove è pubblicata una sua lettera dal carcere, che Karl Kraus che l’accompagna con un bellissimo testo vede ben inserita nei libri di scuola tra Goethe e Claudius come esempio di umanità e poesia.

In questa lettera bellissima di una donna che nonostante sia in prigione perché contraria alla guerra, rivela tutto il suo amore per la vita e partecipa con sofferenza al dolore di ogni essere vivente compreso quello di un bufalo da soma maltrattato dai suoi conduttori.

È la straordinarietà della sua sensibilità accanto alla profondità del suo pensiero e al suo impegno coerente che, nonostante non fosse favorevole alla insurrezione, la portò alla morte.

Ecco, forse non parla più ai contemporanei, ma forse se la Sinistra si ricordasse di personalità come la sua sarebbe meno smarrita è triste. Buona giornata.

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