Giambartolomei e Romizi: “Liste d’attesa frutto di scelte sbagliate”
La presa di posizione del Sumai, il sindacato degli specialisti ambulatoriali, accende il dibattito sulla sanità umbra e diventa terreno di confronto politico. A intervenire sono i consiglieri regionali Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia) e Andrea Romizi (Forza Italia), che definiscono la lettera inviata dagli specialisti alla presidente della Regione Stefania Proietti “una denuncia durissima che smentisce la narrazione della sinistra”.
“Non sono i medici a creare le liste d’attesa”
Secondo i due consiglieri, il documento del Sumai chiarisce che il problema delle liste d’attesa non sarebbe imputabile ai professionisti, ma a scelte organizzative e politiche considerate inadeguate. Le espressioni utilizzate dal sindacato – “pazienza finita”, “diritti calpestati”, “ossessione per la prestazione in più” – vengono lette come il segnale di un sistema che fatica a garantire una presa in carico efficace del paziente.
Giambartolomei e Romizi definiscono “gravissima” la denuncia relativa al tempo delle visite considerato un ostacolo, interpretandola come il rischio di trasformare la medicina territoriale in un meccanismo che privilegia la quantità rispetto alla qualità dell’assistenza.
“Il problema è strutturale e riguarda l’organizzazione”
I due esponenti del centrodestra ribadiscono che da mesi sostengono la natura strutturale del problema, legato – affermano – all’impianto organizzativo del sistema sanitario. La posizione del Sumai, che parla di “corto circuito ideologico e finanziario”, viene interpretata come una conferma di questa lettura.
Per Giambartolomei e Romizi, la sinistra continuerebbe a difendere un modello che mette sotto pressione il personale e non riesce a dare risposte adeguate ai cittadini. L’idea che l’aumento delle prestazioni possa risolvere le liste d’attesa, sostengono, si scontra con la realtà di visite compresse nei tempi e con un territorio che fatica a reggere il carico.
“Servono programmazione e investimenti”
I due consiglieri concludono affermando che Fratelli d’Italia e Forza Italia si schierano al fianco dei medici che chiedono condizioni di lavoro adeguate e dei cittadini che rivendicano tempi di cura congrui. La propaganda, sostengono, non basta: servono programmazione, investimenti e un rinnovato rispetto per la sanità territoriale.

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