Sanità, aumentare i posti in specializzazione e medicina generale

 
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Sanità, aumentare i posti in specializzazione e medicina generale

Sanità, aumentare i posti in specializzazione e medicina generale

“È necessario che la Giunta Tesei rispetti nella loro interezza i criteri di attribuzione delle borse per gli specializzandi, così come stabilito dalla normativa regionale e, allo stesso tempo, incrementi in misura adeguata il numero di contratti aggiuntivi previsti per le borse di studio per la specializzazione medico – chirurgica e per i contratti di formazione del corso di medicina generale”. Lo evidenzia, con una mozione che verrà discussa dall’Assemblea legislativa nella seduta di martedì 9 giugno, il capogruppo del Partito democratico a Palazzo Cesaroni, Tommaso Bori, rimarcando che “l’emergenza sanitaria ci ha fatto riscoprire appieno il valore della sanità pubblica, l’importanza della sanità territoriale e il ruolo dell’università nella medicina”.

Il consigliere regionale spiega poi che “il decreto Rilancio, in campo sanitario, insieme a nuove assunzioni e investimenti per strumentazioni e strutture, prevede circa il raddoppio delle borse di specializzazione, che per la nostra regione significherebbe passare da 100 a quasi 200 nuovi medici in formazione specialistica nel nostro sistema sanitario.

Il paradosso è che non mancano medici abilitati, ma medici formati. Si è creato, infatti, anche il fenomeno dell’imbuto formativo: come dimostrano i dati forniti dalle associazioni di settore, questa situazione tende a far crescere di conseguenza anche la forbice tra le aspettative lavorative dei giovani medici e il fabbisogno delle regioni e le disponibilità reali.

La stessa problematica – aggiunge – si registra per la medicina generale: nella Continuità assistenziale, circa 300 unità lavorative del Servizio sanitario regionale, ovvero circa il 15 per cento, del totale andranno in pensione in pochi anni. Secondo i dati delle associazioni di categoria, il fenomeno pensionistico, anche in virtù delle nuove regole stabilite con ‘quota 100’, salirà a 578 uscite totali entro otto anni, con un picco massimo di 88 unità nel solo 2022”.

“Risulta quindi necessario fornire risposte tempestive alla crescente carenza di medici specialisti e di medicina generale che, se non affrontata adeguatamente, rischia di mettere in crisi il futuro del sistema sanitario regionale. Ed è perciò del tutto evidente che il numero dei contratti aggiuntivi, pari a sole 5 borse di specializzazione medico-chirurgica erogate dalla Regione Umbria, non potrà soddisfare affatto né le attuali necessità del Servizio sanitario regionale né quelle future”.

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