Le dimissioni del capo di gabinetto Oliverio scuotono Perugia
La crisi istituzionale a Palazzo Donini
Un nuovo terremoto politico colpisce i vertici della Regione Umbria, alimentando lo scontro tra la giunta e le forze di minoranza. Nicodemo Oliverio ha rassegnato formalmente le proprie dimissioni dall’incarico di capo di gabinetto della presidente Stefania Proietti. La decisione, giunta in modo inatteso nelle ultime ore a Perugia, priva l’esecutivo regionale di una figura chiave per il coordinamento politico e istituzionale della macchina amministrativa. L’addio segue di poco tempo il precedente allontanamento del direttore regionale all’Ambiente, Gianluca Paggi, delineando una situazione di forte instabilità nei quadri dirigenziali dell’ente.
L’attacco compatto delle opposizioni
Le forze di minoranza all’Assemblea legislativa hanno reagito immediatamente diffondendo una nota congiunta. I gruppi consiliari di Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Tesei Presidente-Umbria Civica hanno definito l’evento un fatto politico di estrema gravità. Secondo i rappresentanti dell’opposizione, la defezione di Oliverio dimostrerebbe l’esistenza di una gestione confusa e accentratrice da parte della presidenza. I consiglieri hanno espresso forte preoccupazione per le crescenti tensioni interne alla maggioranza del campo largo, sottolineando come le figure moderate e inclini al dialogo stiano trovando spazi d’azione sempre più ridotti a causa delle spinte delle componenti radicali della coalizione.
Le accuse di isolamento e accentramento
Nel documento ufficiale, l’opposizione contesta apertamente il metodo di governo applicato a Palazzo Donini nell’ultimo anno e mezzo. La presidente Proietti viene accusata di esercitare il potere in totale isolamento, escludendo il confronto democratico e mortificando le competenze tecniche presenti nella struttura. La critica si concentra sulla presunta incapacità di fare squadra e di delegare le funzioni operative ai dirigenti e ai collaboratori. Secondo la minoranza, questo atteggiamento ha paralizzato l’attività amministrativa, generando ripercussioni negative dirette sulla cittadinanza e sul tessuto imprenditoriale locale.
Le conseguenze sui dossier strategici
La nota descrive un quadro di profonda incertezza che si riflette sui principali settori di competenza regionale. L’opposizione collega il disordine interno ai vertici con i ritardi accumulate nei dossier sulle infrastrutture strategiche e con le difficoltà crescenti in cui versa il sistema sanitario umbro. Vengono inoltre contestati i recenti provvedimenti relativi all’aumento della pressione fiscale e il blocco di numerose iniziative destinate allo sviluppo economico del territorio. I consiglieri di minoranza segnalano infine il rischio di ulteriori addii da parte di alti funzionari, un’eventualità che potrebbe compromettere definitivamente la funzionalità degli uffici regionali.

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