Referendum no autonomia differenziata: raccolte firme in Umbria

Domani la consegna delle firme contro la legge Calderoli in Cassazione

Referendum no autonomia differenziata: raccolte firme in Umbria

Referendum no autonomia differenziata: raccolte firme in Umbria

Referendum no autonomia – Il 26 settembre il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, insieme al Comitato referendario, consegnerà in Corte di Cassazione le firme raccolte contro la legge sull’autonomia differenziata, promossa dalla legge Calderoli. La mobilitazione, partita due mesi fa con il sostegno di varie organizzazioni politiche, sociali e associative, ha raggiunto numeri significativi anche in Umbria, con quasi 10.000 firme raccolte nella regione, che si aggiungeranno a quelle provenienti da tutto il Paese, superando il milione.

A Perugia, presso la sala del Consiglio provinciale, si è discusso della fase successiva della campagna referendaria, con l’obiettivo di portare alle urne oltre 25 milioni di elettori. La fase due si concentrerà sul raggiungimento di una partecipazione massiccia, necessaria per abrogare la legge 26 giugno 2024, n.86, nota come legge Calderoli, che introduce un sistema di regionalismo competitivo, giudicato contrario ai principi costituzionali italiani.

Nel dibattito perugino, Giordana Pallone, segretaria nazionale della Fp Cgil, ha sottolineato l’importanza della mobilitazione: “Ora la sfida più impegnativa sarà far partecipare la maggioranza degli elettori. Dobbiamo cancellare una legge che disarticola le politiche pubbliche, creando un regionalismo che non rispetta il principio di solidarietà della nostra Costituzione”. Pallone ha aggiunto che l’autonomia differenziata potrebbe portare a una gestione inefficiente dei servizi pubblici, aumentando la burocrazia e diminuendo la capacità operativa delle amministrazioni locali.

All’incontro, moderato da Augusto Paolucci, segretario della Camera del Lavoro di Perugia, e dal giornalista Alessandro Antonini del Corriere dell’Umbria, hanno partecipato vari esponenti del mondo accademico, sindacale e politico. Tra questi, Carlo Calvieri, docente di Diritto Costituzionale all’Università degli Studi di Perugia, e Lucio Caporizzi, già direttore della Regione Umbria, hanno evidenziato le possibili ripercussioni dell’autonomia differenziata sulle politiche regionali e nazionali. Amedeo Zupi, della segreteria provinciale Anpi Perugia, e Donatella Renga, segretaria generale della Fp Cgil Perugia, hanno ribadito la necessità di opporsi a una legge che potrebbe compromettere l’unità nazionale.

Anche la presidente della Provincia di Perugia, Stefania Proietti, ha espresso pieno sostegno alla campagna referendaria, definendo l’autonomia differenziata “un durissimo colpo per il nostro territorio”. Proietti ha sottolineato come la legge, se attuata, potrebbe aggravare le disuguaglianze tra le regioni italiane, danneggiando in particolare quelle meno sviluppate.

Il segretario generale della Cgil Perugia, Simone Pampanelli, ha concluso l’incontro, ribadendo l’importanza del voto per difendere i principi costituzionali: “Cambiare la forma di Stato significa cambiare la nostra Costituzione. E questa Costituzione non è stata scritta da chi oggi governa il Paese. Dobbiamo ridare ai cittadini il diritto di decidere su leggi come l’autonomia differenziata, il Jobs Act e altre norme che hanno indebolito i diritti dei lavoratori. Vogliamo riportare la democrazia nelle mani delle persone attraverso il voto”. Pampanelli ha poi lanciato un appello alla partecipazione attiva, spiegando che l’obiettivo è quello di portare 25 milioni di italiani alle urne per contrastare questa e altre leggi che, a suo avviso, minano le libertà e i diritti fondamentali.

Con la consegna delle firme in Cassazione, il Comitato referendario spera di innescare un dibattito ampio che coinvolga tutta la società civile, nella convinzione che solo attraverso una partecipazione massiccia si potrà bloccare la legge sull’autonomia differenziata e proteggere l’assetto istituzionale del Paese.

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