Progetto Perugia sul caso “Professione Mamma”: «Si guarda il dito e non la luna»

 
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Cuore di mamma, storia familiare e di amore di Mariela e Omar dall'Ecuador a Perugia
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Progetto Perugia sul caso “Professione Mamma”: «Si guarda il dito e non la luna»

In questi giorni sta infuriando la polemica sull’evento “PROFESSIONE MAMMA”, giunto ormai alla sua sesta edizione ed improvvisamente travolto da migliaia di commenti negativi sui social network ed un tam tam di proteste e dissertazioni tra articoli di giornale ed interventi anche di natura politica.

“Professione Mamma” da anni ormai si svolge nella bella cornice del Chiostro di San Pietro ed è organizzata dall’Associazione Nazionale Famiglie Numerose e, fin dalla prima edizione, patrocinata dal Comune di Perugia. Stupisce pertanto l’impatto mediatico raggiunto e l’entità della protesta.

Questo non soltanto perché stiamo parlando di una manifestazione che, per l’appunto, si svolge ormai dal 2014 senza aver mai riscontrato alcun tipo di problema, ma soprattutto perché si ritiene che sia stata oggetto non solo di distorsione nell’interpretazione degli intenti e del significato, ma anche di strumentalizzazione; per alcuni ormai unico strumento concreto per fare proseliti e spostare consensi senza reali contenuti.

“La manifestazione ha sempre ricevuto l’appoggio dell’Amministrazione in quanto perfettamente inquadrata nell’ottica dei programmi di mandato del Sindaco e soprattutto nell’attuazione del Piano delle Politiche per la Famiglia, di cui si può prendere visione al link https://www.comune.perugia.it/pagine/piano-delle-politiche-per-la-famiglia, approvato nel novembre 2018” – afferma Edi Cicchi, Assessore alle Politiche sociali e pari opportunità del Comune di Perugia ed esponente del gruppo Progetto Perugia – “Il piano consta di 8 punti che perseguono diverse finalità nell’ambito delle politiche familiari, finalizzati all’implementazione ed al rafforzamento di buone pratiche in ambiti fondamentali quali la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, politiche per la casa, per il sostegno alle madri ed alle famiglie anche, ma non solo, in termini economici.

In questo scenario mai la donna è stata collocata in posizione subordinata ma anzi l’obiettivo è proprio quello di sostenerla e valorizzarla in uno dei tanti “palcoscenici” della vita, che può vederla oltre che lavoratrice, studentessa, professionista, etc. anche mamma nonché elemento fondamentale della famiglia”.

Parimenti – prosegue Progetto Perugia – riteniamo che delle mamme, anche lavoratrici, studentesse, professioniste, etc. possano operare la scelta di dare priorità alla maternità ed alla famiglia, per vocazione personale frutto di una libera scelta che la nostra Costituzione difende da ormai 74 anni.

Quella  che  abbiamo  sempre  difeso  e  portato  avanti  non  è  l’immagine  di  una  donna sottomessa ed assoggettata a determinati stereotipi, ma anzi è una donna che nella vita di tutti giorni oggi può e deve avere la collaborazione ed il sostegno non solo del partner ma anche delle istituzioni, affinché la sua emancipazione ed il tempo libero da dedicare a sé stessa, ai figli, alla famiglia ma soprattutto a ciò che più le interessa sia sempre di più. Non perseguire dunque una parità 50/50 ma una parità frutto di una libera scelta e non di una costrizione, che assicuri le stesse possibilità di accudire figli, famiglia e dedicarsi ad altro nella medesima misura indipendentemente dal genere.

Questa, crediamo, è anche la donna promossa dall’evento “Professione Mamma” che, per sua stessa natura non si impone come modello universale rivolto alla totalità delle donne, ma si rivolge con gentilezza ad una platea indistinta: alle madri, alle donne, alle famiglie, ai figli, ai papà, con tante volontarie e tanti volontari pronti ad accogliere chiunque sia interessato a quelle che oggi potremmo definire “soft skills”, ormai tenute in considerazione tanto quanto il titolo di studio e la professione.

Ancora Edi Cicchi sull’evento: “Quest’anno inoltre causa Covid l’evento non si potrà tenere in forma “ampliata” come negli anni precedenti, in cui al momento di festa si aggiungeva anche un tavolo di riflessione sulle politiche della famiglia, con testimonianze dirette e dibattiti.

La donna mai come in questo periodo ha dimostrato tutta la sua forza, tenendo testa al duro colpo inferto dal Covid. La pandemia infatti ha costretto molte donne a doversi adattare a nuovi assetti familiari, conciliando la cura della famiglia al lavoro 24 ore su 24, tra lo smartworking e la didattica a distanza, il tutto tra quattro mura.

Ciò che spiace è che strumentalizzazioni simili pongono la famiglia in una condizione di svantaggio, così schiacciata tra contrapposte ideologie politiche che, da qualsiasi parte provengano, non contribuiscono in alcun modo ma anzi ostacolano la realizzazione del sistema di tutela e di welfare che merita e che ancora siamo ben lontani dal raggiungere, soprattutto se ogni occasione di incontro e confronto diventa anzi motivo di scontro senza la minima volontà di conoscere e sapere chi e cosa c’è dietro il titolo, l’iniziativa e l’impegno”.

Gruppo Consiliare Progetto Perugia – Romizi Sindaco

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