Perugina, il “ritorno” dei sindacati…al peggio non c’è mai fine!

Perugina, Carla Spagnoli, 53 persone per 36 settimane di lavoro in più, tornano i conti?
Carla Spagnoli

da Carla Spagnoli (Presidente Movimento per Perugia) (riceviamo e pubblichiamo)
Perugina, il “ritorno” dei sindacati…al peggio non c’è mai fine! Al peggio non c’è mai fine! Lunedì a Milano è stato firmato il contratto integrativo del gruppo Nestlè-Italia 2018-2021, che prevede un aumento salariale complessivo di circa 9.800 euro, da scaglionare in quattro anni (2300 euro quest’anno, 2400 euro nel 2019, 2500 euro nel 2020 e 2600 euro nel 2021), oltre ad alcune misure sociali per i lavoratori e alla possibilità di attivare commissioni bilaterali!

Un risultato minimo dopo anni terribili di sacrifici per gli operai Perugina. Tanto è bastato per “risvegliare” i sindacati, in letargo da un pezzo, e per rispolverare le vecchie fanfare strombazzanti e i toni trionfalistici! Il solito Michele Greco, segretario regionale FLAI-CGIL e autentico “testimonial” Nestlè, non si è risparmiato dall’incensare la multinazionale, l’accordo integrativo e sé stesso e ha dichiarato: «si tratta di un importante risultato (…), continua il nostro lavoro di tutela degli addetti che, con questo integrativo, avranno un aumento del 13%, più alto di quello dei colleghi della Ferrero». Avete letto bene, cari lavoratori Perugina: secondo il vostro rappresentante, colui che dovrebbe difendere i vostri interessi e posti di lavoro, voi starete meglio dei colleghi della Ferrero!!! Ci vuole un gran coraggio, Dottor Greco, per fare certe “sparate”…

Le ricordiamo che ad agosto 2017 l’organico di Ferrero ammontava a 34.543 dipendenti, rispetto ai 32.990 dell’anno prima: un aumento di 1553 dipendenti (fonte: adnkronos.com)! Le ricordiamo, Dottor Greco, che sul fronte investimenti la Ferrero è passata in un anno da 631 a 744 milioni di euro… Senza dimenticare l’aumento dei volumi produttivi, l’ottima strategia di marketing, il trattamento eccellente riservato ai dipendenti (mai uno sciopero dei lavoratori!), il lancio di nuovi prodotti, le continue campagne pubblicitarie e la volontà di investire in Italia, come dimostra anche il progetto Nocciola Italia che riguarda pure l’Umbria.

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Nel frattempo in Perugina si è passati da 880 a circa 600 dipendenti, si sono smantellati i reparti biscotti e caramelle, si sono esternalizzate le Strenne, cancellati prodotti storici, non ci sono nuovi prodotti da lanciare e non c’è nessuna efficace strategia di marketing, le maestranze sono scappate o sono state “esodate”, un duro colpo per la qualità dei prodotti! Tutto questo anche grazie ai vostri accordi firmati e alla vostra gestione cieca della vertenza, cari sindacalisti!!!

Il Dott. Michele Greco continua a gettare fumo negli occhi degli operai: è più facile fare propaganda e far credere ai lavoratori rimasti in Perugina che vivranno come “nababbi”, pure meglio dei dipendenti Ferrero! È più facile per Greco e per Pietro Pellegrini della UIL esaltare il contratto integrativo piuttosto che chiedere conto di come sono stati impiegati i famosi 60 milioni che Nestlè dice di avere già investito in Perugina. E dei premi di produzione del 2017 ne vogliamo parlare, signori sindacalisti? Vi rinfresco la memoria: per la prima volta, i lavoratori Perugina non hanno ricevuto il premio di produzione 2017, aggiunto allo stipendio in base ai risultati raggiunti a San Sisto… Questo perché i sindacati, inspiegabilmente, non hanno contrattato con l’azienda l’ammontare del premio!!!

Parliamo di una cifra ragguardevole, che poteva arrivare anche a 1000 euro annuali… Beffa delle beffe, il premio non è saltato per i quadri aziendali perché per loro scatta in automatico da contratto!

Su questo il Dott. Greco e i suoi compagni di FLAI-CGIL e UILA-UIL si sono ben guardati dal rilasciare dichiarazioni… Ora per l’integrativo parlano di importante e positivo risultato e rimarcano l’efficacia di buone relazioni sindacali: già, quelle relazioni che hanno spogliato la Perugina di macchinari, reparti e maestranze, che hanno sminuito l’azienda portandola da eccellenza dolciaria a una fabbrica ridotta al solo cioccolato, senza novità di prodotti e senza nuovi volumi produttivi. È proprio vero, al peggio non c’è mai fine!!!

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