(umbriajournal.com by AKR) CASTIGLIONE DEL LAGO – Assemblea pubblica sabato scorso sul futuro dell’ospedale di Castiglione del Lago, organizzata da Rifondazione Comunista. All’incontro, moderato da Oscar Monaco della segreteria provinciale del Prc, sono intervenuti come relatori Emilio Duca, direttore della Sanità in Umbria e Carlo Fabbri, responsabile sanità del Prc regionale. Un’assemblea promossa, ha spiegato Monaco, «perché siamo convinti che in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo la politica debba svolgere il suo compito e provi ad avanzare proposte concrete».
E proprio l’urgenza di decidere, la necessità che la Regione Umbria lo faccia anche se il comprensorio non riesce ad emergere una decisione unitaria, sono i concetti ribaditi più volte durante l’incontro. «In Umbria – ha spiegato Duca, che è intervenuto chiarendo il proprio ruolo tecnico e non politico – c’è un numero di posti letto già inferiore rispetto alla soglia indicata dal governo. Il problema è che sono distribuiti su quindici ospedali con i costi che ne conseguono. La sfida vera del Trasimeno per poter difendere la sanità comprensoriale – ha suggerito – è quella di compiere un grande sforzo di unitarietà. Il rischio è che nella situazione che viviamo i rami secchi cadano da soli».
«È il momento che vengano prese decisioni rimandate per troppi anni – ha affermato il sindaco di Castiglione del Lago, Sergio Batino – ed è evidente che questo territorio ha difficoltà a compiere delle scelte. Occorre una presa di responsabilità anche da parte della Regione e ci appelliamo perché non ci lasci soli: vogliamo che i diritti di questo territorio siano rispettati al pari degli altri. Le nostre strutture stanno in piedi soltanto per l’impegno personale di chi ci lavora. Vogliamo che altri servizi di successo come il Cori a Passignano siano realizzati a Città della Pieve e che Castiglione mantenga la struttura ospedaliera di base».
Mario Felicioni, responsabile organizzativo del PD castiglionese, ha espresso la posizione del partito che s’impegnerà, ha annunciato, perché l’ospedale territoriale resti a Castiglione, inserito in una rete sanitaria regionale e perché ci sia una convergenza comprensoriale: «La mancata realizzazione dell’ospedale unico ha minato la fiducia nelle istituzioni, soprattutto nella Regione, resta amarezza» ha puntualizzato Felicioni.
Il segretario della Lega Spi-Cgil del Trasimeno, Ivo Banella, è intervenuto chiedendo «un atto di responsabilità da parte della Regione Umbria: deve assumere decisioni, anche in mancanza di unitarietà in questo territorio».
«La politica – ha affermato l’ex sindaco castiglionese, Fiorello Primi – ha giocato sulla salute dei cittadini del Trasimeno, non si può continuare a giocare, serve decidere se serve un ospedale al Trasimeno e dove». «Bisogna decidere prima della campagna elettorale per le amministrative del 2014 – è intervenuto il segretario del circolo di Rifondazione comunista di Castiglione del Lago, Fausto Meacci – e che nessuno si ripresenti qui in clima elettorale a parlare di ospedale unico».
A sostegno di una soluzione e di un percorso di qualità e tutela della sanità al Trasimeno, anche l’assessore provinciale Luciano della Vecchia. «Che la Regione decida – è stata l’esortazione di Carlo Fabbri – è giunto il momento. I campanilismi non sono comprensibili: una struttura ospedaliera a Castiglione non è in discussione, il contrario significherebbe una fuga di pazienti fuori Regione. Città della Pieve avrebbe dal canto suo venti posti letto Rsa, la casa della salute, la chirurgia ambulatoriale, il centro per i disturbi legati all’alimentazione, il centro odontoiatrico; avrebbe il guadagno d’immagine e di sviluppo». (AKR)

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