“Qualità della Vita”: il risultato riguarda la provincia, non il Comune di Perugia
Le opposizioni di centrodestra e delle liste civiche a Palazzo dei Priori contestano duramente le dichiarazioni diffuse dalla Sindaca di Perugia in merito alla classifica “Qualità della Vita” elaborata da Italia Oggi e Università La Sapienza, accusando l’Amministrazione di aver presentato in modo fuorviante dati che non si riferiscono al solo capoluogo. In una nota congiunta, i gruppi consiliari sottolineano come il risultato citato dal Comune sia stato impropriamente attribuito alla città, mentre lo studio riguarda l’intera provincia.
Secondo quanto evidenziato dalle opposizioni, la classifica non valuta le prestazioni dei singoli Comuni o capoluoghi, bensì le 107 province italiane. Il miglioramento registrato, dunque, interessa la Provincia di Perugia nel suo complesso, composta da 59 comuni, e non può essere considerato un indicatore diretto dell’operato del solo Comune di Perugia. Gli ambiti presi in esame dallo studio – tra cui sanità, istruzione, reddito, demografia e sicurezza sociale – coinvolgono infatti enti, servizi e dinamiche che superano di gran lunga il perimetro delle competenze comunali.
“Serve chiarezza – spiegano le opposizioni – perché la Sindaca continua a confondere i dati provinciali con quelli relativi alla città. Presentare un risultato territoriale così ampio come frutto dell’azione del Comune rischia di fornire ai cittadini un’immagine distorta della realtà”. I gruppi ricordano inoltre che, accanto all’avanzamento complessivo della provincia nella graduatoria, lo studio segnala anche peggioramenti significativi in settori chiave, che non andrebbero taciuti.
Nel dettaglio, l’area Sistema Salute fa segnare un arretramento di 12 posizioni, scendendo dal 23° al 35° posto; Reddito e Ricchezza registra un calo di quattro posti; il settore Ambiente perde due posizioni, mentre la categoria Demografia/Popolazione evidenzia un ulteriore peggioramento. Elementi che, secondo le opposizioni, dovrebbero essere affrontati con maggiore responsabilità, evitando letture parziali o autoreferenziali.
“La qualità della vita – proseguono i gruppi consiliari – è un tema complesso e merita un approccio basato su dati precisi e comunicati con trasparenza. Confondere province e città non giova né al dibattito pubblico né alla fiducia dei cittadini nelle istituzioni”.
Le forze di opposizione ribadiscono infine la propria disponibilità a un confronto serio e fondato sui dati reali, con l’obiettivo di lavorare al miglioramento delle condizioni del territorio nel suo insieme, affrontandone fragilità e criticità in un’ottica costruttiva e orientata al bene di famiglie, lavoratori e imprese.

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