Nuovo piano rifiuti, De Luca (M5S) “La destra negazionista porta l’Umbria indietro di 30 anni”

Nuovo piano rifiuti De Luca destra negazionista Umbria indietro di 30 anni

Nuovo piano rifiuti, De Luca (M5S) “La destra negazionista porta l’Umbria indietro di 30 anni”

“Tutto quello che temevamo di subire dalle Giunte Lorenzetti e Marini, che ampliassero le discariche, che Terni diventasse il camino unico dell’Umbria, che costruissero un nuovo inceneritore a Perugia, che i cementifici di Gubbio iniziassero a bruciare rifiuti, che l’Umbria si trasformasse nel cuore nero d’Italia, è diventato realtà con la peggiore destra di sempre”, così il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Thomas De Luca che aggiunge: “una destra che nega gli effetti dell’inquinamento sulla salute, che nega i cambiamenti climatici e che nega lo studio Sentieri ci sta riportando indietro di 30 anni”.


Fonte: Acs Umbria


Per il capogruppo pentastellato si tratta di “un piano fatto su misura per i monnezzari, per le multiutility proprietarie di inceneritori e discariche che faranno affari d’oro. Una chiara strategia di decrescita infelice e di sottosviluppo economico. Centinaia di milioni di euro per un piano inquinante, illiberale e conservatore che mira ad ipotecare il futuro dei nostri figli a cui presentiamo il conto di tutto questo. Altro che transizione ecologica ed impianti a massimo recupero di materia”.

“Nel nuovo piano rifiuti, addirittura – commenta De Luca – si arriva a dileggiare il modello Contarina che mira all’obiettivo ‘Produzione Zero Rifiuti’. Chiediamo a tutte le associazioni ambientaliste, ai comitati, ai cittadini liberi di far sentire la propria voce. Noi siamo pronti a fare la nostra parte utilizzando ogni mezzo non violento e di disobbedienza civile per bloccare la Regione”.

“In conclusione – osserva De Luca – c’è tutta l’ipocrisia della Lega che millanta un nuovo inceneritore da 130mila tonnellate quando sa benissimo che in Umbria già c’è. Anzi ce ne sono due per una capacità di 180mila tonnellate. Ecco a cosa serve la privatizzazione e la cessione del 49 per cento di quote di ASM, ora – conclude – è sotto gli occhi di tutti. A far tornare Terni il camino unico dell’Umbria”.

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