Nuovo ospedale Terni, Melasecche accusa: stop ai rinvii della sinistra

Nuovo ospedale di Terni, scontro aperto tra Melasecche e Proietti

A Terni scontro politico sul project financing e sulle scelte della Regione

Il dibattito sul nuovo ospedale Terni torna al centro della scena politica regionale con l’intervento del consigliere della Lega Enrico Melasecche, che accusa la sinistra di “prendere in giro i cittadini” e di non avere alcuna reale volontà di portare a compimento l’opera. Una posizione netta che riaccende lo scontro su uno dei dossier più complessi e divisivi dell’Umbria.

Melasecche: “Un progetto fermo per volontà politica”

Il consigliere ricostruisce il percorso amministrativo degli ultimi anni, rivendicando come nel 2021, per la prima volta nella storia regionale, il Consiglio avesse approvato all’unanimità una mozione a favore della nuova struttura ospedaliera. Da quel momento, sostiene, si sarebbe avviata una procedura articolata, culminata nella presentazione di un project financing giudicato però non adeguato da una struttura tecnica regionale, decisione che Melasecche continua a contestare.

Secondo il consigliere, l’unico progetto concreto rimane quello da 300 milioni di euro, rimodulabile e già in grado di avviare i cantieri. Le ipotesi alternative, con costi stimati tra i 500 e i 700 milioni, vengono definite “irrealistiche” e funzionali solo a rinviare l’opera sine die.

La polemica sulla clinica privata e il confronto con Perugia

Melasecche respinge le critiche rivolte all’ex sindaco Bandecchi, accusato da alcuni esponenti della sinistra di incoerenza per aver sostenuto sia la clinica privata legata al progetto stadio, sia il nuovo ospedale pubblico. Una posizione che il consigliere definisce “ideologica e pretestuosa”, ricordando come in provincia di Perugia convivano da anni strutture pubbliche e private senza alcuna incompatibilità.

Il consigliere denuncia inoltre una disparità di trattamento tra i due territori provinciali, sostenendo che a Terni si ostacolerebbe qualsiasi iniziativa legata alla sanità privata, mentre altrove tali modelli sarebbero considerati complementari al sistema pubblico.

Investimenti sul vecchio ospedale: “Accanimento terapeutico”

Uno dei punti più duri dell’intervento riguarda gli investimenti in corso sull’attuale ospedale ternano. Melasecche critica la scelta della presidente Stefania Proietti di destinare risorse significative alla struttura esistente, citando in particolare i 4 milioni per la sostituzione degli infissi e la progressiva riduzione del cosiddetto “tesoretto” da 128 a circa 70 milioni.

Per il consigliere, si tratta di un segnale evidente della mancanza di volontà politica di costruire il nuovo ospedale: “Quale buon padre di famiglia spenderebbe i risparmi per rattoppare la casa vecchia se vuole costruirne una nuova?”.

Il nodo dei costi e la critica allo studio Binini

Melasecche contesta anche le valutazioni economiche presentate dalla Regione, definite “iperboliche” e non coerenti con il project financing originario. Il costo stimato di oltre 700 milioni per la nuova struttura a Colle Obito viene giudicato “gonfiato”, mentre il progetto Salini-Nocivelli, secondo il consigliere, certificava un investimento di 300 milioni.

Una discrepanza che, a suo avviso, dimostrerebbe la volontà della Giunta di rallentare il processo, ripartendo da zero e rinviando l’opera a un futuro indefinito.

Il sit-in annunciato da Bandecchi e la posizione della Lega

Il consigliere commenta anche l’iniziativa del sindaco Bandecchi, che ha annunciato un sit-in di protesta davanti alla Regione. Pur condividendo la necessità di difendere il progetto, Melasecche prende le distanze dal metodo, sostenendo che la politica richieda “regole precise” e un coinvolgimento più ampio della cittadinanza.

Resta però fermo il giudizio: l’unica strada percorribile, secondo lui, è quella del project financing, l’unica in grado di garantire tempi certi e costi sostenibili.

Il confronto sul nuovo ospedale Terni si conferma così uno dei temi più caldi della politica regionale, con posizioni sempre più distanti e una città che attende risposte concrete su un’opera considerata strategica per il futuro del territorio.

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