Esposto alla Soprintendenza sul murales davanti alla chiesa storica
Una richiesta di verifica rivolta agli organi statali preposti alla tutela del patrimonio culturale per accertare la regolarità di un murales realizzato sull’edicola situata davanti alla Chiesa di Sant’Ercolano. È questa l’iniziativa assunta dalla consigliera comunale Margherita Scoccia, che ha inviato una comunicazione formale tramite posta elettronica certificata alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Umbria e al Ministero della Cultura.
Al centro della segnalazione vi è l’intervento artistico eseguito sull’edicola collocata in un’area del centro storico di Perugia sottoposta a vincolo paesaggistico, in prossimità di uno dei monumenti più rappresentativi della città.
Verifiche sulle autorizzazioni
Nella comunicazione indirizzata alle autorità competenti, Margherita Scoccia chiede di accertare se il murales sia stato realizzato nel rispetto delle autorizzazioni previste dalla normativa vigente. Qualora tali permessi risultassero assenti, la consigliera domanda l’attivazione delle procedure previste dalla legge per riportare l’area allo stato precedente e garantire la tutela del bene paesaggistico.
L’istanza punta quindi a verificare il corretto iter amministrativo seguito per un’opera che, secondo quanto evidenziato nella stessa lettera, interessa un contesto di particolare valore storico e architettonico.
L’area interessata dal vincolo
La zona davanti alla Chiesa di Sant’Ercolano rientra nel centro storico di Perugia, un ambito caratterizzato dalla presenza di beni monumentali sottoposti a specifiche forme di tutela. Proprio questa condizione costituisce il principale elemento richiamato nella segnalazione trasmessa alla Soprintendenza.
Secondo quanto riportato nella comunicazione, qualsiasi intervento capace di modificare l’impatto visivo di un’area vincolata deve essere valutato attraverso le procedure autorizzative previste dalla disciplina in materia di tutela paesaggistica.
Le osservazioni contenute nell’esposto
Nel testo inviato agli uffici ministeriali viene sostenuto che il murales avrebbe determinato un forte impatto sotto il profilo visivo, estetico e cromatico, ritenuto non coerente con il contesto storico circostante.
La consigliera richiama inoltre il fatto che il luogo interessato si trova a ridosso di uno dei simboli monumentali della città e osserva come, anche nel caso di opere temporanee, gli interventi che modificano l’aspetto di un’area sottoposta a vincolo paesaggistico siano generalmente assoggettati ad autorizzazione preventiva.
Il richiamo al ruolo della Soprintendenza
Nella richiesta viene inoltre ricordato il ruolo esercitato dalla Soprintendenza nella vigilanza sugli interventi che riguardano immobili e aree tutelate. La consigliera evidenzia il rigore con cui l’ente opera abitualmente anche in situazioni considerate meno rilevanti dal punto di vista dell’impatto sul paesaggio.
Per questo motivo viene chiesto che il caso venga esaminato con particolare attenzione, verificando la documentazione eventualmente rilasciata e la conformità dell’intervento alle disposizioni previste dalla normativa.
La richiesta di eventuali provvedimenti
L’iniziativa non contiene una richiesta di rimozione immediata dell’opera, ma sollecita un accertamento da parte delle autorità competenti. L’eventuale cancellazione del murales viene infatti subordinata all’assenza delle necessarie autorizzazioni.
Sarà quindi la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Umbria, insieme al Ministero della Cultura, a valutare la documentazione disponibile e a stabilire se l’intervento risulti conforme alle prescrizioni previste per un’area sottoposta a tutela paesaggistica oppure se si renda necessario adottare i provvedimenti previsti dalla legge per la salvaguardia del centro storico e dei beni culturali interessati.

n’n c’ha proprio ‘n cazzo da fa’!