Movimento 5 Stelle Terni: “L’impegno contro il sessismo deve essere di tutti”

M5S Terni alla manifestazione del 6 novembre, Crediamo nell'uguaglianza

Movimento 5 Stelle Terni: “L’impegno contro il sessismo deve essere di tutti”

Fino a quando si definirà goliardia un post sessista e fino a quando lo spirito per “strappare un sorriso” sarà quello che ha guidato il presidente della Provincia di Terni nel post comparso lunedì sul suo profilo Facebook, sarà difficile arrivare ad un vero e proprio cambiamento culturale.


da Luca Simonetti, Federico Pasculli, Comunardo Tobia, Claudio Fiorelli, Valentina Pococacio 
Gruppo Consiliare MoVimento 5 Stelle,
Comune di Terni


Hanno ragione le esponenti di Fratelli d’Italia nel denunciare quanto scritto da Giampiero Lattanzi che è assolutamente da condannare. Questo post rende evidente che certe convinzioni sono così profondamente radicate da essere assolutamente trasversali. Per quanto sia facile assumere posizioni “politicamente corrette”, finché ciascuno nella propria quotidianità continuerà ad avallare atteggiamenti del genere pensando che alla fine tanto è solo una battuta, battaglie come quella in favore del Ddl Zan finiranno con l’essere solo battaglie di facciata.

Ci chiediamo anche dove siano gli uomini di Fratelli d’Italia. Perché alla fine che di certi temi siano sempre e solo le donne a parlarne o comunque doversi esporre, sembra quasi ridurre la questione ad un tema da rubrica rosa.

Dovrebbero invece essere anche gli uomini i primi a stigmatizzare certi atteggiamenti e non farli passare per semplice goliardia. Stupisce, invece, chi parla adesso del post del presidente della Provincia ma non ha proferito parola sulla recente ordinanza anti-prostituzione del sindaco di Terni. Accostare i due argomenti come fossimo in un gioco di contrappesi e bilancini è totalmente fuori luogo. Serve, al contrario, a ribadire come certe posizioni siano in fondo frutto della stessa mentalità, anche se c’è chi fa finta di non accorgersene.

Speriamo almeno che questa pessima figura che sta facendo il nostro territorio possa essere il punto di partenza per una riflessione seria. E che si possa iniziare a lavorare seriamente su questo a partire dal ritiro dell’ordinanza e dal coinvolgimento delle associazioni che si occupano della tratta delle donne costrette a prostituirsi.

 

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