Manifesto Pillola Ru486, inaccettabile e vergognoso dice Tommaso Bori

 
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Manifesto Pillola Ru486, inaccettabile e vergognoso dice Tommaso Bori

“Queste sono le immagini apparse nelle nostre città: ecco il nuovo attacco dei fanatici e degli oscurantista alla libertà di scelta delle donne! Dopo aver tentato di impedire l’accesso all’interruzione di gravidanza farmacologica con una delibera della Giunta Regionale, ora tornano alla carica puntando sul sensazionalismo, la disinformazione e il terrore. Il contenuto di questi manifesti è molto grave e intimidatorio nei confronti delle donne e dei medici: sostenere che un farmaco autorizzato dagli organismi preposti sia un “veleno”, che costringe le donne ad una procedura lunga, dolorosissima e che le espone a “riconoscere il figlio innegabilmente nelle proprie mani o nel wc”, così come riportato in una nota dell’associazione, è morboso e crudele, oltre che falso. È per questo che chiediamo che i manifesti vengano rimossi, non si tratta di esprimere opinioni ma di fare pubblicità ingannevole. Ancora una volta il tentativo di colpevolizzare le donne e le loro scelte di libertà e autodeterminazione. Un tentativo deleterio e pericoloso che rischia di essere una vera e propria ulteriore forma di violenza psicologica”. A pubblicarlo sul suo profilo Facebook e Tommaso Bori, consigliere regionale del PD, allegando al post una fotografia del manifesto.



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C’è anche una petizione da firmare su richiesta della RU2020 – Rete Umbra per l’Autodeterminazione

Chiediamo l’immediata rimozione dei manifesti Pro Vita dalle strade dell’Umbria e dell’Italia intera e la negazione dell’autorizzazione ad eventuali altre affissioni. I manifesti violano i diritti e le libertà fondamentali delle donne di poter scegliere sul proprio corpo, così come stabilito dalla legge 194/78, colpevolizzando decisioni che spettano solo alle donne. Inoltre, il messaggio che i manifesti danno è un messaggio falso ed ingannevole, in quanto non supportato da alcuna evidenza scientifica poiché anche L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nella pubblicazione “Safe abortion: technical and policy guidance for health systems” indica il mifepristone come una delle procedure raccomandate per effettuare un’Ivg nelle prime 9 settimane di gestazione. Il mifepristone è utilizzato da oltre vent’anni in numerosi Paesi, l’assunzione di RU-486 per l’interruzione di gravidanza non può essere in alcun modo considerata assunzione di veleno. Il manifesto crea pertanto una visione distorta della realtà nelle donne e potrebbe potrebbe indurle in errore e scoraggiare l’utilizzo del farmaco, nonostante le evidenze scientifiche. L’ideazione, la stampa e la diffusione di questa campagna Pro Vita è un atto di violenza contro le donne che a pochi giorni dal 25 novembre non avremmo voluto subire.

RU2020 – Rete Umbra per l’Autodeterminazione

reteumbraautodeterminazione@gmail.com


VERINI: “QUEI MANIFESTI NON SONO OPINIONI, MA INSULTI ALLA CIVILTÀ“ “Le opinioni, anche le più lontane, vanno rispettate. Quando sono opinioni. I manifesti che un sedicente Comitato Pro vita ha fatto affiggere in Umbria non sono opinioni, ma  insulti all’intelligenza, attacchi alla dignità delle donne e di tutte le persone. Il Paese e l’Umbria non torneranno a questi livelli, nonostante queste manifestazioni volgari e incivili”. Così il deputato del PD Walter Verini.

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