M5s Umbria, ricche retribuzioni di risultato ai dirigenti a fine anno

Frodi nell'uso di fondi europei, Carbonari M5s, quando collaborazione ordine commercialisti?

M5s Umbria, ricche retribuzioni di risultato ai dirigenti a fine anno “Il fondo per la retribuzione di posizione e di risultato del personale della dirigenza di Palazzo Donini ammonterebbe per il 2018 a quasi 3,2 milioni di euro. Premi di posizione e di risultato molto consistenti soprattutto per i 5 direttori, che avrebbero trattamenti onnicomprensivi di circa 130 – 140mila euro annui”. Lo sottolinea il consigliere regionale Maria Grazia Carbonari (Movimento 5 Stelle) facendo riferimento a quanto pubblicato ieri da un quotidiano regionale (http://rassegna.crumbria.it/news/2019/01/09/2019010902068400681.PDF). Carbonari ricorda inoltre che “secondo la ricognizione della Corte dei Conti, la Regione Umbria avrebbe 62 dirigenti e 252 posizioni organizzative (cosiddetti mini-dirigenti).

Nel giudizio di Parificazione dello scorso luglio la Corte dei Conti ha ribadito ‘la non adeguata proporzione tra le posizioni organizzative presenti in Regione ed il numero del personale in servizio’, evidenziando, altresì, che ‘il rapporto tra le ridette posizioni ed il personale in servizio resta comunque alto, passando dal precedente 3,1 al non più favorevole 3,5 attuale’. Oltre agli importi dei premi percepiti da tutti questi direttori, dirigenti e mini-dirigenti, solleva le nostre perplessità il fatto che gli obiettivi da raggiungere per poter ottenere i premi vengono spesso stabiliti durante o persino la fine dell’anno a cui si riferiscono.

Obiettivi che oltretutto sarebbero spesso anche generici, rendendo questo presunto meccanismo incentivante una barzelletta. Come se potessimo giocare i numeri della lotteria dopo l’estrazione”. Il consigliere di opposizione ritiene che questa sia una “prassi incredibile, da noi già denunciata e su cui la stessa Corte dei Conti ha lamentato a luglio che ‘il ritardo registrato nell’assegnazione degli obiettivi, peraltro ben superiore a quello dell’anno precedente, ne vanifica la funzione. Tale comportamento configura, infatti, più che l’individuazione di obiettivi ai quali dovrebbe condurre l’attività da espletare nel corso dell’anno, una constatazione a posteriori dell’attività già svolta’.

Ovviamente si è continuato a farlo, ignorando persino la Corte dei Conti. Solo per fare alcuni esempi: il 13 dicembre 2018 sarebbero stati assegnati gli obiettivi 2018 delle posizioni organizzative Servizio Energia della Regione Umbria; il 19 dicembre quelli del Servizio Programmazione Socio-Sanitaria e addirittura il 28 dicembre quelli del Servizio Controlli Comunitari. Questa gestione politica – conclude Carbonari – che doveva fare della Regione Umbria una ‘casa di vetro’, sta mostrandosi sempre più opaca, autoreferenziale e persino arrogante, gestendo la cosa pubblica con metodi privatistici, forse in un disperato tentativo di autoconservazione”.

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