L’Italia precipita ma il Governo giallo-rosso non cade mai

 
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L’Italia precipita ma il Governo giallo-rosso non cade mai 

L’Italia precipita ma il Governo giallo-rosso non cade mai

di Domenico Benedetti Valentini
Questo Governo giallo-rosso dell’ “avvocato del popolo” Giuseppe Conte – un Presidente del Consiglio che nessuno ha eletto, ma che in fatto di sopravvivenza personale sta superando qualsiasi veterodemocristiano – non merita più neanche commenti critici. Nessun progetto, nessuna chiara strategia per far riprendere fiato all’imprenditoria e all’economia. Solo interminabili discussioni su quanto e come indebitare per miliardi e per trent’anni almeno l’Italia, che è al primo posto in Europa per crollo del PIL e crollo del rinnovamento demografico.

Solo fretta di sinistra nell’abbattere i “decreti Salvini” in modo che le navi delle ONG, naturalmente con bandiere estere, ricomincino a traghettare migliaia di clandestini (che non sono affatto quelli che, ritualmente registrati, vengono stagionalmente a lavorare con loro tutela e sorveglianza per i cittadini).

Gli unici punti programmatici: recupero dell’evasione con lotta terroristica all’uso del contante e forsennata “digitalizzazione” con “lavoro a distanza” in tutti i settori, scuola, giustizia, pubblico impiego, banche et cetera.

Traduzione: soffocamento della libertà personale (in Germania nessuno si sogna di vietare o disincentivare l’uso della moneta); aggressione fiscale alle attività libero professionali, artigianali, commerciali, piccolo-imprenditoriali, cioè coloro che dovrebbero investire e ricreare occupazione; distruzione e impraticabilità dei servizi pubblici essenziali, in nome di una “informatizzazione” che non è più utile strumento di comunicazioni rapide, ma pretende di sostituire la vita reale e rincoglionirci con gli occhi (e la testa) consegnati allo smartphone o al computer, in un’anticamera della dittatura vitale di stampo cinese.

Solo promesse di “bonus” inutili, complicati, poco o niente fruibili, quasi sempre irrazionali e sperequati; e veicolati in “crediti d’imposta”, quindi niente soldi, ma solo millanteria di “sconti” a venire.

Fallimento su tutta la linea. I “navigators” – migliaia di persone pagate per “inventare” il lavoro degli altri – non hanno trovato impiego manco al 2% di quelli che prendono il “reddito di cittadinanza” per non lavorare!

Più della metà degli albergatori ha rifiutato il “bonus” di 500 euro che teoricamente dovrebbe concorrere a pagare le vacanze di chi – contagio permettendo – va a soggiornare. In qualunque Paese normale, un Governo del genere rassegnerebbe le dimissioni o verrebbe cacciato, o a furia di popolo o convocato dal Capo dello Stato.

In Italia no, nonostante tutto non cade: perché il PD e i post-comunisti di LEU sono tornati, da sconfitti!, al Governo e non hanno la minima intenzione di rinunciarvi; perché il M5S non può far sciogliere il Parlamento, altrimenti perde due terzi dei seggi; perché Renzi ugualmente non ci rientrerebbe e perciò si limita a far guerriglia al Governo che lui stesso ci ha regalato. Tutti, in attesa di mercanteggiare il nuovo (?) Presidente della Repubblica.
Domenico Benedetti Valentini – controcorrente Umbria

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