La senatrice Margherita Corrado in visita a Terni, anche al Teatro Verdi

La senatrice Margherita Corrado in visita a Terni, anche al Teatro Verdi

Sabato 19 marzo abbiamo avuto il piacere di avere in città la senatrice Margherita Corrado, con la quale, insieme ad altre illustri personalità del luogo, abbiamo fatto un giro per Terni visitando alcuni gioielli architettonici e artistici della nostra Città, messi a rischio, purtroppo, da uno svilimento dei valori culturali dettato non si capisce bene da quale logica. Nel centro storico, in particolare, abbiamo visitato (seppur dall’esterno) sia il Teatro Verdi sia l’ex convento di San Pietro. Abbiamo fatto anche un sopralluogo a Maratta, per la questione dell’area archeologica, sulla quale si sta discutendo in questi giorni al Comune, in Commissione, la nuova variante urbanistica di viabilità per il centro commerciale (il nuovo Globo), proposta che equivale alla distruzione premeditata di un sito dal grande potenziale storico.


di Emanuele Fiorini


La Senatrice è rimasta stupita e ammirata dalle bellezze presenti nella città storica, ma allo stesso modo ha deplorato alcuni scempi compiuti e in corso. Ha anche sottolineato che dobbiamo lavorare con molta costanza affinché l’Amministrazione non sia indifferente, ma promuova conservazione e valorizzazione a fini culturali del nostro patrimonio, cioè della eredità dei padri: quella che i nostri antenati hanno lasciato e che è una ricchezza di tutti cittadini.

Tra una visita e l’altra c’è stato il tempo per un serrato e costruttivo confronto sulle logiche e sui metodi che i decisori politici, ma anche la Pubblica Amministrazione locale e statale, stanno adottando nel trattare la vicenda del restauro e rifunzionalizzazione del Teatro comunale “Giuseppe Verdi”, senza trascurare le difficoltà che la parlamentare ha incontrato nel tentativo di ottenere i documenti più recenti (progettazione, autorizzazioni, informazioni sugli operatori economici) grazie alle norme vigenti sulla trasparenza degli atti a garanzia dell’interesse pubblico.

La Senatrice infatti ha richiesto, con istanza di accesso agli atti, alla Soprintendenza ABAP dell’Umbria, il curriculum vitae del professionista archeologo che dovrà sorvegliare tutte le attività di scavo e movimento terra, gli estremi della ditta che seguirà le indagini stratigrafiche estensive (o saggi che siano), se diversa da quella che eseguirà i restanti lavori, gli elaborati progettuali della torre scenica e dei nuovi volumi, elementi di novità, rispetto al teatro ottocentesco e alla sua trasformazione nel secondo dopoguerra, di particolare delicatezza. Documenti che la Soprintendenza nega, ad oggi, di possedere.

Alla parlamentare della Commissione Cultura del Senato e archeologa sembra essere chiaro, dall’analisi dei dati a disposizione, che lo spirito del vincolo del 2015, quello che prescriveva di conservare sia le parti superstiti polettiane sia quelle di metà ‘900, in anni recentissimi si sia infranto contro una ‘scogliera’, perdendo molta della sua forza iniziale. Da qui le note cariche di preoccupazione per l’intervento che si prospetta sul “Verdi” inviate a gennaio scorso sia al Comune sia alla Soprintendenza, e sempre (per conoscenza) ai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Perugia, competente per tutta l’Umbria.

Non possiamo negare che affrontare la vicenda del Teatro “Giuseppe Verdi”, da qualsiasi parte la si prenda, equivalga a scontrarsi con un muro di gomma e che se ne ricavi l’impressione che, in un certo senso, le Autorità vogliano nascondere qualcosa ai cittadini.

La Senatrice, per quel che la riguarda, ha detto “accadono tante cose a cui debbo prestare attenzione e le nuove a volte fanno perdere facilmente il filo delle precedenti, ma le questioni culturali di Terni sono tra quelle che non posso e non voglio trascurare”.

Abbiamo convenuto con lei, dunque, non solo di rivederci presto a Terni, ma di porre in essere un’azione assidua e costruttiva per cercare di restituire alla Città e ai suoi abitanti la consapevolezza e l’orgoglio di essere eredi/custodi di beni culturali numerosi e importanti che potrebbero contribuire, oltre che alla crescita civile e culturale dei singoli, anche al benessere dell’intera comunità.

Grazie Senatrice, a nome di tutti i presenti a questa giornata, per il suo impegno e per aver potuto costatare di persona alcune delle nostre situazioni. Ci dispiace che il primo biglietto da visita sul nostro territorio sia stato un muro di gomma. Ma questa è Terni, benvenuta!

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