IRRE di Cannara, il sindaco Gareggia, replica al consigliere regionale Tommaso Bori

 
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IRRE di Cannara, il sindaco Gareggia, replica al consigliere regionale Tommaso Bori

da Fabrizio Gareggia
“Bori si presta a fare da cassa di risonanza alle falsità dell’opposizione cannarese e solidarizza con chi insulta me e l’Amministrazione che rappresento. Così facendo vorrebbe intimidirmi, ma per ottenere questo risultato ci vuole ben altro che un ragazzino con la memoria corta e un ego smisurato.  Comunque, per non farsi querelare è sufficiente non diffamare nessuno. Purtroppo, per Bori, questo concetto sembra essere di difficile comprensione.
Così come sembra di difficile comprensione il fatto che gli IRRE sono una fondazione privata e autonoma sulla quale né il Comune, né la Regione hanno un controllo politico o di gestione: lo dice chiaramente la legge, è scritto nello statuto della fondazione e lo ribadisce un parere dell’Avvocatura regionale reso proprio in questo caso specifico che Bori dovrebbe conoscere, visto che risulta tra i destinatari dello stesso. Per questa ragione né lui, né i consiglieri comunali possono lamentarsi perché hanno chiesto, con protervia e illegittimamente, qualcosa che semplicemente non spetta loro.
Ciò detto, appare evidente che gli accenti volutamente insinuanti e maliziosi usati dal consigliere regionale sono assolutamente fuori luogo, avendo io operato in conformità al diritto. Posso comprendere il dispiacere e la contrarietà per le mie decisioni, ma i risultati mi stanno dando ragione e l’utenza è pienamente soddisfatta dei servizi erogati dalla Fondazione IRRE. Da ultimo, non si dolga Bori, né i suoi discepoli cannaresi, per le spese legali sostenute dal Comune: la prevedibile condanna dei querelati comporterà anche il diritto al risarcimento del danno e al rimborso delle spese legali”.

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