Investito mezzo milione di Euro di Fondi pubblici su Perugia 1416

 
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Investito mezzo milione di Euro di Fondi pubblici su Perugia 1416

Investito mezzo milione di Euro di Fondi pubblici su Perugia 1416 “Ieri in Assemblea Regionale, nell’ambito della discussione della proposta di modifica della legge ‘16/2009’ sulla disciplina delle manifestazioni storiche con cui si chiedeva la riduzione del periodo di 5 anni occorrente per l’iscrizione nell’Elenco regionale delle manifestazioni storiche a 3 anni – dichiarano i Consiglieri del PD Tommaso Bori e Sarah Bistocchi – è emerso durante il dibattito che era una specifica richiesta della Giunta Romizi.

Al contrario la vera necessità è di sapere quanto è cresciuta la manifestazione in questi tre anni, soprattutto se risulta un aumento delle presenze turistiche, dato che l’evento è organizzato con l’investimento sostanzialmente di sole risorse pubbliche. Visto che, in base al Decreto del Mibact del 3 agosto scorso, per attingere alle risorse del Fondo Nazionale per la rievocazione storica i requisiti previsti per il 2019 non richiedono l’iscrizione nell’albo regionale, non si comprende la pressione esercitata sulla questione, che necessita, invece, di un approfondimento nel merito dei benefici che apporta a Perugia”.

“Come accaduto per Umbria jazz, il più importante festival musicale jazzistico nazionale, – continuano i consiglieri comunali – la cui valenza internazionale proietta la nostra città in un contesto mondiale, la arricchisce culturalmente, turisticamente ed economicamente. Il valore artistico e culturale della manifestazione è stato riconosciuto anche dallo scorso Governo, che approvato la proposta che vedeva come prima firmataria del testo la vicepresidente della Camera Marina Sereni, con il sostegno di tutti i parlamentari umbri, con cui si chiedeva di investire risorse importanti al fine di sostenerla con un finanziamento da un milione di euro l’anno”.

“A settembre è stato presentato un approfondito studio sul valore economico-sociale che la manifestazione musicale umbra produce su Perugia e il suo territorio – spiegano Bori e Bistocchi – promosso dalla Fondazione Umbria Jazz con la collaborazione dell’Università per Stranieri di Perugia e dall’Università degli studi di Perugia e realizzato dal Prof. Luca Ferrucci del Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi di Perugia e da Simona Collu e Michele Tomassoli, studenti del Master in International Business and Inter-Cultural Context dell’Università per Stranieri di Perugia.

Quello che è emerso è che si tratta di un lampante esempio di marketing territoriale che negli anni si è evoluto seguendo i tempi e le esigenze del pubblico, ampliando la sua offerta nel corso dell’anno per prolungare gli effetti benefici dell’evento, pur mantenendo sempre un elevato standard qualitativo. È emerso, prima di tutto, che durante la manifestazione il fatturato aumenta del 58% del campione, rimane invariato per il 40% e diminuisce per 2%. Tra i più beneficiati bar, gelaterie e pasticcerie, naturalmente i ristoranti e poi pub e paninoteche. Per i commercianti l’evento che genera maggiore movimento nelle vendite è UJ per il 75%. Lo stesso trend positivo si evidenzia per le strutture alberghiere, stesso andamento anche per quanto riguarda la movimentazione del Minimetrò dove l’aumento medio di passeggeri nel periodo della manifestazione passa a più del 50%, con un aumento di incassi pari a 106.500 euro ovvero il 5% dei ricavi annuali da biglietteria”.

“Negli ultimi anni questa amministrazione ha ridotto contributi a realtà come Umbria Jazz per concentrare tutte le risorse economiche ed organizzative unicamente a favore dell’associazione Perugia 1416 – concludono i due esponenti del PD – arrivando a mezzo milione di euro in totale e nel 2016, per esempio, ad un utilizzo complessivo di 190.000 euro circa, facendone l’evento su cui il Comune di Perugia investe più risorse.

A fronte di un investimento così ingente e sproporzionato rispetto agli altri eventi nessun dato chiaro è mai stato fornito da questa Giunta rispetto ai benefici per la città, per i commercianti, per il turismo e per la cultura cittadina. Per questo abbiamo presentato un ordine del giorno con cui chiediamo a Sindaco e alla Giunta di realizzare uno studio di ricerca dello stesso tipo di quello portato avanti dalla Fondazione Umbria Jazz con la collaborazione dell’Università per Stranieri di Perugia e dall’Università degli studi di Perugia, predisponendo un report simile a quello da loro prodotto e di fornire i dati su introiti alberghi, ristoranti, bar, musei, trasporti pubblici”.

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