Il Fronte del Dissenso si prepara per le prossime elezioni regionali

Il Fronte del Dissenso si prepara per le prossime elezioni regionali

Il Fronte del Dissenso ha annunciato la sua partecipazione alle prossime elezioni regionali con una lista di candidati dedicata. L’annuncio sarà stato fatto venerdì 19 luglio, alle 11:30, presso la Sala della Partecipazione, Palazzo del Consiglio Regionale, P.zza Italia, Perugia.

Moreno Pasquinelli, figura storica dell’Umbria, guiderà la lista dei candidati al Consiglio Regionale come candidato alla Presidenza. Pasquinelli è noto per la sua resistenza ai poteri forti e per non aver mai fatto compromessi con i politici al loro servizio.

Durante la conferenza stampa, oltre alla presentazione dei candidati e del simbolo elettorale, verrà distribuito il programma con le proposte del Fronte del Dissenso per la rinascita dell’Umbria. La condizione numero uno del programma è “cacciare i mercanti dal tempio”, con l’obiettivo di trasformare il Palazzo regionale, attualmente un centro di corruzione e depravazione politica, in una vera casa del popolo.

Il Fronte del Dissenso è determinato a portare un cambiamento significativo in Umbria, puntando a una gestione più trasparente e responsabile del Consiglio regionale. Con Pasquinelli alla guida, il gruppo si impegna a lavorare per il bene della regione e dei suoi cittadini.

L’annuncio della partecipazione del Fronte del Dissenso alle elezioni regionali segna un momento cruciale per la politica umbra. Con una nuova voce pronta a entrare in scena, le prossime elezioni promettono di essere un evento da seguire.

COS’È IL FRONTE DEL DISSENSO

«Combattiamo contro tre grandi giganti, mio caro Sancho: l’ingiustizia, la paura, l’ignoranza».

[Miguel de Cervantes. Don Chisciotte della Mancia]

Siamo un movimento sorto dall’unione di militanti provenienti dai più diversi luoghi politici e da cittadini che non avevano precedenti esperienze politiche. La nostra è una comunione che si basa sui valori imperituri della giustizia sociale, della libertà, della benevolenza, della dignità inviolabile della persona. Ci siamo uniti per cambiare questa società malvagia che tutto mercifica, perché poggia sull’individualismo egoistico, sulla sopraffazione del più forte, sull’emarginazione dei più deboli; perché in cima a tutto mette la ricchezza materiale e disprezza quella vera, ideale e spirituale. Andiamo orgogliosi di essere figli della cultura greco-romana, di raccogliere il lascito del cristianesimo più autentico e dell’umanesimo italiano, la cui eredità è stata difesa in epoca moderna dai movimenti di emancipazione delle classi oppresse. Ci consideriamo rivoluzionari conservatori perché mentre vogliamo custodire tutto ciò che di buono c’è nelle nostre tradizioni, respingiamo un progresso senza freni e rifiutiamo, assieme ad una scienza che vuole porsi come nuova religione, l’idea di un futuro disumano dominato dalla tecnica e da macchine insensibili.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*