Giunta Tesei, i consiglieri-assessori non vogliono dimettersi, acque agitate

 
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Giunta Tesei, la Lega vuole tre assessori e il quadro si complica

Giunta Tesei, i consiglieri-assessori non vogliono dimettersi, acque agitate

Primi problemi per la governatrice neo eletta Donatella Tesei. Malumori dovuti alla composizione della giunta e ai vari ruoli che ciascun eletto dovrà ricoprire. La presidente governatrice – scrive il Messaggero Umbria di oggi – intende pescare tre o quattro assessori tra gli eletti in consiglio regionale, ma vuole che chi entra in giunta si dimetta da Palazzo Cesaroni. Mancini (Lega) e Morroni (Fi) non sono d’accordo e decco che arrivano i primi attacchi del centro sinistra prima con Bori (consigliere eletto nel PD) e poi con Paparelli, anche lui consigliere eletto nel PD oltre ad essere ex presidente facente funzioni della giunta Marini. «Mettono la tassa sui trombati: 5
milioni di euro…». – scrive Bori in una nota.

Ieri Fabio Paparelli è stato tra i primi a rilanciare il post Facebook di Bori. «La neo presidente non pensa ai problemi della regione – la critica – ma alla moltiplicazione delle poltrone: si stanno per bruciare 5 milioni di euro degli umbri per garantire strapuntini a chi è stato bocciato nelle urne».

La Lega, che risponde con un posto su Facebook, dice che «sta lavorando per dare all’Umbria le migliori professionalità, senza ricorrere ad improbabili contest nazionali che vadano a pescare gli assessori esternamente alla nostra regione, come invece propagandato dalla sinistra. L’impegno preso con i cittadini, elettori e non della Lega, deve essere onorato con dedizione totale».

Ma è stato Matteo Salvini a dirlo nella riunione tenuta all’interno della sala Grifo del Park Hotel di Ponte San Giovanni con tutti i candidati – eletti e non – del- la Lega, lì il Capitano è stato chiarissimo: «Chi va in giunta si di-
mette dal consiglio, perché dobbiamo rafforzare il gruppo e consentire a più persone di fare esperienza».

Chi se la sente di uscire? Valerio Mancini, che di voti ne ha presi 6636, è tra i meno convinti. da quanto appreso non vuole rinunciare all’incarico di consigliere regionale per quello di assessore e proprio per questo mancini avrebbe pensato alla presidenza del Consiglio. Ma si sa già da tempo che la presidente sarebbe toccata a Marco Squarta di Fratelli d’Italia. Il partito di Giorgia Meloni è il secondo della coalizione e non può essere lasciato a bocca asciutta. C’è il richio che Mancini si debba accontentare della vicepresidente dell’Aula o capogruppo.

Nel partito di Berlusconi c’è un solo eletto ed è l’ex consigliere regionale Roberto Morroni, unico eletto di Forza Italia. Anche lui vorrebbe il posto in giunta ma respinge l’idea di doversi dimettere da consigliere. Ma le acque sono parecchio agitate. Si fanno i primi nomi. C’è il rischio di fare una giunta composta solo da ternani e poco di Perugia. Ed ecco che si pensa di fare un triangolo azzurro composto da perugini.

Poi c’è il lato dei tecnici. Tra i più papabili ci sarebbe Michele Fioroni, tecnico-politico gradito a Fdi, che sarebbe disposto a lasciare la giunta Romizi per quella della Tesei e al suo posto potrebbe entrare Matteo Grandi.

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