Fondi dirottati dallo sviluppo economico al buco della sanità
“Come dice un vecchio adagio: tanto tuonò che piovve. La Presidente Tesei, ieri in Aula, è rimasta in silenzio, nonostante le avessimo rivolto delle domande precise a cui non ha inteso rispondere, ben consapevole dell’imminente blitz che si sarebbe consumato di lì a poco a danno delle imprese umbre. La Giunta Regionale ha stabilito, infatti, di dirottare ben otto milioni di euro di fondi destinati allo sviluppo economico per colmare il buco che la Giunta Tesei ha aperto nei conti della sanità.
di Tommaso Bori
[su_panel background=”#fffffff” color=”#080907″ border=”4px solid #f00655″ shadow=”13px 2px 29px #c9c6c6″ radius=”8″ text_align=”center” target=”blank”]Questa scelta non sarà sufficiente a coprire tutti i debiti e la questione ci preoccupa. Un’operazione sbagliata e intempestiva, che appare l’estremo tentativo messo in campo per evitare il commissariamento e dover ammettere gli errori commessi. Sull’altare della ragion di stato è stato deciso di sacrificare gli investimenti, le opportunità e servizi rivolti alle imprese e al sistema economico regionale. In particolare, a pagare il debito milionario accumulato dalla gestione Tesei, saranno le aziende e la loro capacità di essere competitive.[/su_panel]
Destinare altrove oltre due milioni di euro dell’asse ricerca e innovazione, significa infatti impedire lo sviluppo dei processi di innovazione (- 360 mila euro), le azioni di sistema (- 350 mila euro) e impedire il dovuto sostegno alle start-up (- 1 milione e 530 euro), di cui, l’Assessore Fioroni, si ritiene un paladino. Stessa cosa è accaduta purtroppo sull’asse competitività del Por Fesr, che viene svuotato di altri 2 milioni di euro, che peseranno sui mancati aiuti agli investimenti (- 1 milione e 200 mila euro), sul supporto alle micro imprese (- 243 mila euro), sull’economia sociale (- 500 mila euro) e soprattutto sui processi di internazionalizzazione (- 196 mila euro) tanto più importanti in questo periodo.
Se la nuova programmazione europea si incentra su ambiente e digitalizzazione, la Giunta regionale, con questa riprogrammazione di risorse, ha deciso svuotare proprio i capitoli dedicati allo smart building, ovvero alle politiche rivolte alla promozione della sostenibilità (per oltre 1 milione e 600 mila euro), alle aree naturali (- 55 mila euro) e al piano di completamento della banda larga (- 1 milione e 950 mila euro) già, per altro, fortemente in ritardo, rispetto al cronoprogramma previsto.
Tutto ciò appare come un’operazione disperata, che pagheranno ancora una volta i cittadini, perché finalizzata a tappare i buchi e non ad aumentare la qualità dei servizi. Del resto, dopo il buco di bilancio del comune di Montefalco, dalla Presidente Tesei non potevamo aspettarci niente di diverso, ma continuando così a perderci sarà l’Umbria intera”.

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