Emergenza covid in Umbria, Vincenzo Bianconi scrive a Donatella Tesei

 
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Emergenza covid in Umbria, Vincenzo Bianconi scrive a Donatella Tesei

Emergenza covid in Umbria, Vincenzo Bianconi scrive a Donatella Tesei

Cara Presidente Tesei,
noto con grande delusione il susseguirsi di provvedimenti non concertati che, in un clima di grande apprensione generale, non fanno altro che
accrescere la confusione e le tensioni sociali.

Vede, Presidente, apprendiamo con molta preoccupazione dai media che l’Umbria ottiene il triste primato nella classifica delle Regioni con il più alto
rapporto tra positivi e popolazione, con un indice Rt addirittura più alto di quello della Lombardia. Siamo anche la Regione con il rapporto peggiore tra
posti occupati in terapia intensiva su posti totali.

Questa estate, Presidente Tesei, l’approccio del suo governo sarebbe dovuto essere quello da formica e non quello della cicala. Tutti sapevamo che
l’autunno sarebbe arrivato e che sarebbe stato durissimo. Come si può in questo tempo non aver costruito un sistema strutturato e stabile di
confronto con i rappresentanti degli ospedali, i Sindaci ed i Presidi delle scuole umbre, al fine di poter poi agire in maniera efficiente, efficace, mirata
e capillare?

In questo modo voi avreste avuto la concreta possibilità di poter rincorrere la soluzione migliore possibile nei tempi giusti.
In una Regione che conta poco più della popolazione di un quartiere di Roma, avremmo dovuto oggi rappresentare l’eccellenza e non la mediocrità
nazionale.

Eppure il Governo Conte ha dato alle Regioni la possibilità di compiere interventi mirati, un ulteriore spazio di azione, per essere “sartoriali” sui
problemi rispetto alla demografia ed alle caratteristiche e comportamenti di ogni territorio.

Invece, eccoci qui, dopo la scellerata decisione sull’Ospedale di Spoleto, che sta facendo esplodere la città e tutte le aree che gli ruotavano intorno, a
causa dell’improvvisazione, dell’assenza di confronto e condivisione con le comunità locali, non si cambia stile. Si mantiene la bizzarra rotta nel
trattare anche la Scuola e il Commercio allo stesso modo. Zero confronto, zero condivisione, zero pragmatismo.

Quando un anno fa parlavo di riportare la Politica e le scelte del Governo regionale vicine al territorio per il bene comune, parlavo proprio di questo.
Senza confronto non ci può essere buona politica.

Sarebbe così facile coinvolgere chi è in prima linea vicino ai problemi, poi le Istituzioni locali ed anche la minoranza. Insieme condividere il peso anche
di scelte difficili ma, è ovvio, per farlo servirebbe un po’ di umiltà e di spirito sociale che forse manca.

Noi abbiamo provato in tutti i modi a collaborare ma non c’è stato niente da fare: porte chiuse!

Vede, Presidente, per il bene dell’Umbria, se vorrà persistere nell’incomprensibile chiusura con le diverse rappresentanze del mondo politico
regionale, almeno inizi un confronto serio su un tavolo strutturato con metodo e pragmatismo con le parti sociali, i Sindaci, i Presidi, i Dirigenti degli
Ospedali. Insomma con chi è in prima linea.

Bisogna prendere decisioni importanti e ponderate che avranno ripercussioni sulla vita presente e futura di molte persone, in una Regione già troppo
provata da anni durissimi di crisi. Occorre un cambio di passo che Lei ha il dovere di imprimere.

Insieme ce la possiamo fare, basta protagonismo cieco. È il tempo di visione politica, è il momento di agire nell’esclusivo interesse del benessere
degli Umbri. Io e tutta la minoranza continuiamo ad esserci ma il tempo scorre veloce ed i problemi aumentano.

Distinti saluti,
Vincenzo Bianconi
Consigliere regionale dell’Umbria

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