Emergenza Covid, consiglieri di minoranza spiegano le loro “Proposte salva Umbria”

 
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Covid, 10 proposte da minoranza per affrontare emergenza

Emergenza Covid, consiglieri di minoranza spiegano le loro “Proposte salva Umbria”

“Ieri a Palazzo Cesaroni è stata scritta l’ennesima pagina poco edificante per la destra umbra. Alla responsabilità dimostrata della minoranza consiliare si è risposto perpetrando un atteggiamento di muro contro muro, finalizzato esclusivamente a salvare la faccia, per mettere inutili bandierine di parte su proposte che noi avanziamo dall’inizio dell’emergenza sanitaria”. Lo affermano i consiglieri regionali di minoranza Tommaso Bori, Simona Meloni, Fabio Paparelli, Donatella Porzi e Michele Bettarelli (Pd), Thomas De Luca (M5S), Andrea Fora (Patto civico) e Vincenzo Bianconi (Misto) rilevando che si è trattato di “un modo irresponsabile e improprio di gestire questa fase critica, la più difficile che l’Umbria è chiamata ad affrontare dal dopoguerra. Dopo troppi ritardi qualche passo avanti è stato fatto, ma non basta ancora a recuperare la perdita di quasi un anno di tempo. Se ci fossero stati ascolto e partecipazione, probabilmente, queste nostre proposte sarebbero state recepite anche prima. Alla chiusura, ancora una volta, rispondiamo con la responsabilità. Per questo abbiamo chiesto la convocazione di una seduta straordinaria dell’Assemblea legislativa, nella quale presenteremo le nostre proposte”.

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“Proprio sui vaccini – dicono i consiglieri – occorre far fronte ai ritardi nella convocazione degli ultra 80enni e ad un serio e strutturato coinvolgimento del personale medico di medicina generale. Occorre una campagna di comunicazione chiara ed efficace e la valutazione della somministrazione sperimentale, per l’anno 2021, dei vaccini nelle farmacie idonee e aperte al pubblico, sotto la supervisione dei medici assistiti. Prevedere la velocizzazione, inoltre, del piano vaccinale richiedendo l’aumento delle dosi disponibili per l’Umbria e l’accesso a tutte le formulazioni del vaccino validate da AIFA ed EMA. Chiediamo anche una adeguata e capillare campagna di comunicazione per la popolazione. ”.

“A sottolineare la bontà delle nostre proposte – proseguono i consiglieri di opposizione – vogliamo ricordare gli argomenti di cui i nostri documenti si sono fatti portavoce: a partire dai ristori per imprese e i bonus per le famiglie, quali baby sitter e congedi parentali, nei casi di astensione obbligatoria dal lavoro a causa della DaD imposta dall’ordinanza regionale. Insieme a misure a supporto delle attività economiche colpite dalle misure restrittive, al fine di preservare la tenuta complessiva del sistema economico e sociale della nostra regione in termini di ristoro delle perdite economiche dovute alle restrizioni straordinarie”.

“E’ un tema fondamentale quello delle liste d’attesa – proseguono i consiglieri – dobbiamo recuperare le prestazioni sanitarie ad oggi sospese e ripristinare le strutture sanitarie e sociali pre-Covid attraverso il varo di un piano straordinario di abbattimento delle liste di attesa, ripristinando i servizi sanitari e le prestazioni pre-emergenziali per la diagnosi, terapia, assistenza e riabilitazione. Per la questione personale, oggi chiediamo in prestito 450 sanitari dalla altre Regioni, non è la strada giusta: occorre accelerare l’assunzione del personale sanitario, necessario, procedendo con veloci assunzioni a tempo determinato (con contratti di assunzione che diano adeguata dignità e stabilità) pubblicando contestualmente il bando assunzioni dei posti a tempo indeterminato, al fine di evitare che per tantissimi giovani medici ed infermieri sia più interessante ed economicamente vantaggioso indirizzare il loro lavoro presso altre regioni. Ad attivare inoltre convenzioni con le associazioni socio – assistenziali per il potenziamento dei numeri verdi e dei triage e dei trasporti sanitari e a prevedere il richiamo in servizio, se disponibili, di infermieri e medici in pensione anche da fuori regione, ad attingere a tutte le graduatorie disponibili per le assunzioni.

Il vaccino andrà somministrato in maniera prioritaria a tutti i professionisti sanitari, quali farmacisti, informatori scientifici del farmaco, psicologi, odontoiatri, e i loro assistenti, al personale di segreteria alle dipendenze dirette o mediante cooperative. In aggiunta, ad inserire come nel resto delle regioni gli studenti di area medico sanitaria consentendo la frequenza degli ospedali finalizzata alla laurea. Va, inoltre, liquidato il bonus Covid ai medici in formazione”. “Uno strumento adeguato per la lotta al Covid è il tracciamento dei contatti – affermano i consiglieri – per questo va ripreso il tracciamento, l’isolamento immediato dei casi positivi e il monitoraggio dei pazienti, anche tramite patti di collaborazione tra gli enti. Serve provvedere altresì al potenziamento dei dipartimenti di prevenzione, dei laboratori per la capacità di testare i contatti e la sanità territoriale per il trattamento dei pazienti, a partire da un ruolo chiave delle Usca (Unità speciali continuità assistenziale) e l’integrazione con la medicina generale e le Aft (Aggregazioni funzionali territoriali).

Serve creare una rete di collegamento tra le Usca e i reparti Covid che si sono distinti per intensità di cura ed efficienza, al fine di garantire adeguato scambio di informazioni e definire protocolli di gestione, così da creare percorsi di continuità assistenziale che portino il paziente al ricovero solo quando e se necessario. A fornire ai sanitari delle Usca strumenti di monitoraggio adeguati (emogasanalizzatore POCT, farmaci per il primo intervento) e tutte le tipologie di dispositivi di sicurezza necessari a garantire la propria e l’altrui incolumità. Il potenziamento dei servizi sanitari deve passare per il Dipartimento di Prevenzione verificando la possibilità di mettere a disposizione dello stesso personale sanitario e non in grado di monitorare in maniera informatizzata e capillare tutta la popolazione umbra così da individuare tempestivamente aree a rischio e focolai e permettere di intraprendere azioni mirate a limitare la diffusione della pandemia.

Serve mettere in campo un progetto di assunzione di soggetti under 30 disoccupati a supporto del personale sanitario per la gestione amministrativa del tracing definendo sinergie con il Terzo Settore e la forte e robusta rete dell’associazionismo umbro. Serve sostenere e promuovere patti di collaborazione con Comuni ed enti locali della regione che vorranno aderirvi, al fine di attivare ulteriori risorse necessarie al supporto, da parte delle aziende sanitarie preposte, delle attività connesse al tracciamento di soggetti identificati come contatti di persone positive al Sars-Cov2 attivando altresì dei ‘contact tracing’ all’interno di ogni Centro operativo comunale (Coc), aperti 7 giorni su 7 e a orario continuato, cercando le sinergie tra Asl, Comuni e Associazioni di volontariato”.

“Occorrono – spiegano i consiglieri – anche accordi con Asl e Comuni affinché tutti i servizi convenzionati non erogabili in fase Covid possano essere rimodulati, senza interruzione delle prestazioni, anche individuando con gli Enti gestori prestazioni funzionali ai bisogni legati all’emergenza. Occorre integrare le misure del Governo con interventi regionali sulla povertà, tramite il sostegno economico ai Comuni per rafforzamento assistenza domiciliare, buoni pasto, coinvolgimento Terzo Settore per reti di sostegno sociale. Servirà attivare protocolli di telemedicina ed a predisporre linee guida per l’assistenza domiciliare dei pazienti, dotandoli di dispositivi, farmaci, saturimetri per limitare i ricoveri.

Servirà aprire un tavolo tecnico con professionisti ed esperti in materia per correggere la gestione dell’emergenza sanitaria. Indispensabile efficientare le strutture esistenti anche tramite la progressiva dismissione di quelle provvisorie come gli ospedali da campo, che si sono dimostrati strumento poco funzionale alla gestione di una patologia complessa come il Covid19”. “Proposte di buon senso – concludono i consiglieri – che non vanno sacrificate sull’altare della politica e del compromesso in maggioranza. Compromesso che non sembra particolarmente duraturo, alla luce dei continui strali tra alleati, sulla pelle degli umbri”.

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