Elezioni Umbria, il senatore Grimani su festa Lega e accuse al Pd

Il senatore Grimani su festa Lega e accuse al Pd

Il senatore Grimani su festa Lega e accuse al Pd

Apprendo con sconcerto che la prima festa provinciale della Lega si svolgerà a San Gemini, presso il parco delle fonti e leggo le dichiarazioni della commissaria Barbara Saltamartini, che fanno il paio con i titoli dei dibattiti in programma, secondo i quali è necessario “Liberare l’Umbria dal Pd”, con un chiaro riferimento alle ormai imminenti elezioni regionali.

Come segretario comunale ternano del Pd ed ex sindaco di San Gemini, ritengo doverosa una presa di posizione, da un lato per chiarire alcune situazioni inerenti l’area scelta come location dell’evento, dall’altro per rispondere alle accuse che vengono mosse al Partito Democratico.

Il parco delle fonti è gestito dalla Pro Loco di San Gemini, emanazione del Comune: ritengo positivo che durante l’anno dei volontari si adoperino per consentirne l’utilizzo, ma è bene ricordare che quel parco è tuttora sottoposto ad asta giudiziaria (rientrava nell’ambito del fallimento della Sangemini e non fu rilevato dall’attuale proprietario dello stabilimento, la famiglia Pessina).

Pertanto è incredibile e scorretto che questo venga concesso ad una forza politica per una festa di parte. Esistono delle regole che, anche se non scritte, attengono al campo dell’opportunità e questa scelta è francamente inopportuna, anche in considerazione del fatto che il parco, un vanto per la città, mai prima d’ora era stato utilizzato per feste politiche.

La seconda questione, strettamente legata alla prima, è che questa festa verrà utilizzata per insultare il Pd, con offese gratuite, inaccettabili, che nulla hanno a che vedere con il confronto politico.

Se poi consideriamo da quale pulpito vengano le offese, la cosa è ancora più singolare. Piuttosto, l’onorevole Saltamartini e il ministro Salvini dovrebbero riflettere sul disastro dei loro 14 mesi di Governo:  lasciano un paese fermo, inchiodato a terra con crescita zero e disuguaglianze intatte, anzi, semmai aumentate. Una montagna di propaganda che ha prodotto il topolino della recessione.

Quanto alle accuse di poltronismo rivolte al Pd, francamente viene ancora più da sorridere: arrivano dal fannullone Salvini, che ha 46 anni e da 26 fa un salto da una poltrona all’altra ricevendo stipendi altissimi. Il suo tasso di assenteismo al Parlamento Europeo prima, in Senato e al ministero dell’Interno poi è certificato dai numeri.

E arrivano da Barbara Saltamartini, che tutti sanno come possa ritenersi una campionessa di trasformismo e cambio di poltrona: la ricordiamo nel Msi, poi in An, quindi nel Pdl e poi – udite, udite, nel Nuovo Centro Destra di Alfano, fervida sostenitrice del Governo Renzi fino al febbraio 2015. Salvo poi trasmigrare nella Lega per avere una elezione sicura nella competizione elettorale del 2018.

Invece di lanciare strali ed offese al solo scopo di solleticare la pancia di un elettorato cui far digerire lo strappo di un leader che si credeva onnipotente ed al di sopra della legge, guardino in casa propria dando un’occhiata ai disastri compiuti nel Governo nazionale dal quale si sono estromessi e riflettano sul fatto che esiste una realtà dalla quale non si può sempre fuggire con la propaganda e con la mistificazione.

Ovviamente – sia chiaro – il sottoscritto non si tira indietro: sono disponibile sempre, dovunque e comunque ad un faccia a facci elettorale in pubblico con la commissaria della Lega, pur di porre fine a questi sproloqui poco attinenti alla realtà e confrontarci invece nel merito dei fatti, senza affidarsi ai soli slogan.

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