Elezioni 2018, Bruno Bracalente, emersa domanda cambiamento radicale

Elezioni 2018, Bruno Bracalente, emersa domanda cambiamento radicale

Si è svolta questa mattina a Palazzo Cesaroni la presentazione dell’analisi dei flussi elettorali relativi alle elezioni politiche del 4 marzo 2018. I dati, elaborati dal dipartimento di economia dell’Università di Perugia in collaborazione con il Servizio studi dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, sono stati stimati mettendo a confronto l’esito delle Politiche 2018 con quelli delle Politiche 2013, delle Europee 2014 e delle Regionali 2015. “Il voto di appartenenza esiste ancora, c’è uno zoccolo duro di elettori che si muovono tra diverse sigle, ma restando fedeli ad uno schieramento.

Il quadro emerso alle Politiche del 2018 non può essere proiettato sulle prossime Amministrative: i 150mila elettori in più che si sono registrati il 4 marzo al prossimo appuntamento resteranno probabilmente a casa e sono costituiti perlopiù da elettori di Centrodestra.

I giovani hanno dimostrato una maggiore propensione al voto rispetto al resto del corpo elettorale. C’è un elettorato molto mobile da cui proviene una forte domanda di radicale cambiamento, intercettata prima dal M5S (nel 2013), poi dal Pd di Renzi (nel 2014) ed ora dalla Lega (che beneficia di flussi di voti da Pdl, M5s e PD). Una domanda che permane e che potrà portare dunque ad ulteriori rilevanti modifiche nei flussi elettorali”.

Queste sono alcune delle indicazioni emerse questa mattina a Palazzo Cesaroni, durante la presentazione dell’analisi dei flussi elettorali relativi alle elezioni politiche del 4 marzo 2018. I dati, elaborati dal dipartimento di economia dell’Università di Perugia in collaborazione con il Servizio studi dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, sono stati stimati mettendo a confronto l’esito delle Politiche 2018 con quelli delle Politiche 2013, delle Europee 2014 e delle Regionali 2015.

CAMERA 2013 – CAMERA 2018.

Il risultato più eclatante è stato il notevole successo della Lega, che è passata da 3mila a 103mila voti. Una crescita determinata in primo luogo dai voti in arrivo dal PdL, che ha ceduto circa 35 mila voti alla Lega. Il M5S ne ha ceduti 28mila, dimostrando di non essere solo destinatario di voti ma anche fonte di voti in uscita. Il Pd ha ceduto alla Lega 17mila voti. Dal non voto la Lega ha recuperato oltre 19mila voti.

Il voto alla Lega è dunque un voto largamente proveniente dagli elettori di centrodestra. Il Pd acquisisce 21mila voti da Scelta civica e dai partiti di centro e ne perde in varie direzioni: Lega, M5S, non voto: pochi, poco più di 2mila, verso la sinistra (Leu, PaP). Il flusso Pd-Lega è più forte a Città di Castello, probabilmente per il fatto di avere un candidato sul territorio e una problematica locale su cui politicamente ha molto investito.

Il Partito democratico ha prevalso in alcune circoscrizioni di Perugia, soprattutto nella zona urbana: esso acquisisce voti, nelle aree urbane, provenienti da Scelta civica e da formazioni centriste, determinando una connotazione più moderata dell’elettorato complessivo. Il successo del M5S sembra consolidarsi. Forza Italia ha perso molti voti verso Lega, Fd’I e M5s. Tutti i partiti tradizionali hanno cambiato la composizione del proprio elettorato a vantaggio delle componenti più moderate.

IL VOTO DEI GIOVANI

(confronto Camera – Senato). Rappresentano circa 47mila votanti, con una partecipazione al voto (circa l’80%) simile a quelle di altre fasce di età. Non c’è stato quindi un allontanamento dal voto da parte dei più giovani. Le loro preferenze sono andate prioritariamente verso M5S (33,4%) e Lega (20,2%) e in parte (9,2%) verso liste di estrema destra. In questa fascia di età il Pd prende il 17,2% mentre la sinistra (Leu, PaP) ottiene il 4,3.

EUROPEE 2014.

Circa 150 mila persone non avevano votato nel 2014 (si trattava soprattutto di elettori di FI e M5S) e sono tornate al voto votando in massa per la Lega (46,7 mila di loro). Questo potrebbe dimostrare un ritorno alle urne di elettori che hanno una posizione critica verso l’Europa e che quindi non si recano al seggio per le Europee. Il Pd nel 2014 aveva avuto un notevole successo per poi perdere nel 2018 quasi 100 mila voti, passati a M5S e Lega. I delusi del Pd guidato da Renzi non sono andati quindi a sinistra ma verso 5 Stelle e Lega.

REGIONALI 2015 – CAMERA 2018.

La stima dei flussi dalle regionali alle Politiche consente di determinare come si è distribuito tra le liste presenti alle Politiche (Camera) 2018 il voto che alle regionali del 2015 era stato assegnato ai candidati presidenti senza passare per le liste dei partiti a loro sostegno. Gli oltre 20 mila voti di questo tipo si sono trasformati in larga parte in voti alle liste di centro sinistra e di sinistra (oltre il 70% del totale), in particolare al PD, che ne ha acquisiti oltre la metà, mentre ne è restata del tutto esclusa FI e poco interessati anche il M5S e la Lega (poco più del 10% ciascuno).

IL METODO E I DATI.

Il metodo applicato per ottenere le stime dei flussi si basa su una metodologia sofisticata che utilizza i dati ufficiali per sezione elettorale, messa a punto dal Prof. Forcina. Le analisi sono state condotte sui dati per sezione elettorale dei comuni di Perugia, Terni, Foligno e Città di Castello. Le stime dei flussi si basano sulle sezioni elettorali dei quattro comuni, escluse alcune sezioni “speciali”, quali ospedali e caserme, i cui votanti sono in genere sostanzialmente diversi in diverse tornate elettorali. In complesso sono state utilizzate 385sezioni o aggregati di sezioni. Il metodo di analisi considera il “non voto”, definito come la somma di astenuti e schede bianche e nulle, come una delle possibili opzioni di cui dispone l’elettore (il “partito del non voto”), in modo da poter stimare, oltre ai flussi tra liste, anche quelli che dalle varie liste si sono diretti verso il non voto e quelli che dal non voto precedente si sono invece tramutati in voti alle liste, o si sono confermati come astensione (sempre in senso lato).

IL GRUPPO DI LAVORO.

La teoria e il software su cui si basa la ricerca dell’ipotesi di flusso più verosimile sono stati messi a punto dal professor Antonio Forcina; la raccolta e omogeneizzazione dei dati e una parte delle stime sono state curate dal dott. Nicola Falocci del Servizio Studi e valutazione delle politiche dell’Assemblea legislativa della Regione Umbria; l’interpretazione e il commento dei risultati sono stati curati dal Prof. Bruno Bracalente; il dott. Davide Pellegrino dell’Università di Torino ha curato la costruzione di mappe territoriali di voto dei Comuni di Perugia e Terni e il collegamento tra sezioni elettorali e sezioni di censimento della popolazione, in vista di uno sviluppo in tal senso del progetto di ricerca. MP/

2 Commenti

  1. Un voto in controtendenza con il Sud Italia che ha rilanciato il Movimento 5 Stelle a danno del PD-Insieme-Lorenzin e Bonino. La Lega in Campania si fa sentire mentre Forza Italia in provincia di Caserta subisce insieme al PD una grande flessione.La sinistra in Campania perde mentre il centro destra con la Lega iniziano a fare le barricate alla Regione Campania ed al comune di Caserta con un sindaco in quota PD che fa votare Forza Italia e Movimento 5 Stelle.

  2. interpretazione un po’ originale quando si accredita la Lega destinataria di un voto increscita prevalentemente proveniente dal centro destra, quando 28 mila provemgono dal 5 stelle e 17 mila dal PD, per un totale di 45 mila, e 35 mila da FI. Che il 5 stelle sia tutta destra?

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