Dimissioni Marini, Casciari: «Non basta voltare pagina se il libro è lo stesso»

Dimissioni Marini, Casciari: «Non basta voltare pagina se il libro è lo stesso»

Dimissioni Marini, Casciari: «Non basta voltare pagina se il libro è lo stesso»

I fatti che in questi giorni hanno riempito le pagine dei giornali locali e nazionali hanno destato sconcerto e preoccupazione non solo in tutta la comunità regionale ma anche in me stessa, prima di tutto come cittadina. Per questo ho scelto il silenzio, a differenza di altri colleghi, per il rispetto che nutro per le istituzioni, per le persone coinvolte, per il lavoro della magistratura.

Il quadro dell’inchiesta, portata avanti dalla magistratura sulla gestione delle selezioni di personale nella sanità, pone alcuni interrogativi che la classe politica a cui appartengo deve sciogliere velocemente e con trasparenza. Fermo naturalmente restando il principio di presunzione d’innocenza di tutte le persone coinvolte, alle quali va tutta la mia vicinanza personale, e nell’auspicio che la magistratura possa concludere in tempi rapidi le proprie valutazioni.

C’è un popolo che, stordito da tanto clamore mediatico, solleva dubbi sull’integrità di tutta la pubblica amministrazione, in particolare di un settore come la sanità che incide così profondamente sulla vita dei cittadini. Ma la sanità regionale funziona non solo per l’azione di poche posizioni apicali e dirigenziali; nei reparti tutti i giorni migliaia di medici, infermieri, operatori sanitari lavorano con dedizione, professionalità ed umanità per un sistema pubblico che da anni assicura un servizio universale la cui qualità non può essere messa in discussione.

Possiamo a testa alta vantare eccellenze di valore nazionale e internazionale non solo nell’assistenza e nella ricerca, ma anche nella prevenzione e promozione della salute; e se tanti umbri scelgono di emigrare, nella sanità siamo da esempio per regioni molto più ricche e sono tanti i cittadini che scelgono di venire qui a curarsi. A tutti coloro che si adoperano per il raggiungimento di elevati standard sanitari rivolgo un pensiero di vicinanza in questi giorni di smarrimento nei quali è più facile lasciarsi prendere da generalizzazioni e dove la strumentalizzazione di alcune forze politiche spinge verso derive antidemocratiche.

Ed anche nel centro sinistra umbro militano tante persone oneste, laboriose che pretendono giustamente una analisi lucida del perché i vertici gestionali ed amministrativi dell’azienda ospedaliera di Perugia – se confermati dall’inchiesta -, si siano strutturati così come rappresentato dalle intercettazioni pubblicate.

L’Umbria è terra piccola ma fiera, e i partiti e l’istituzione che rappresento non possono pertanto abdicare al loro ruolo costituzionalmente riconosciuto di rappresentare l’interesse di una comunità che li ha democraticamente eletti.

E nel riconoscere una buona gestione della Giunta, con la quale in una dialettica costruttiva c’è stato un serrato confronto, rivendico anche il mio lavoro.
Non sono disposta ad accettare lezioni di mascherata moralità da altre forze politiche che, in altri luoghi e in altri contesti, sono coinvolte in ben più pesanti ipotesi di reato e vicende di malaffare e malgoverno.

Gli stessi politici che sulle piazze di Perugia e dell’Umbria sono giustizialisti, ma diventano garantisti a Roma o nelle loro amministrazioni. Leggo dichiarazioni, ribadite anche dai vertici del Partito Democratico, che continuo a pensare un partito garantista, che ci sono persone per bene ed oneste e che bisognerebbe ripartire con onere e disciplina, voltando pagina.

E’ onesto chi in politica chi rispetta il mandato ricevuto dai cittadini, chi rispetta e fa rispettare le regole dello Stato, chi rispetta l’intelligenza dei cittadini e non rincorre il consenso, chi ammette di aver potuto fare meglio, chi sa chiedere scusa. È onesto chi difende il lavoro fatto, sapendo di averlo fatto con la responsabilità di amministrare la cosa pubblica.

Io sento di far parte di questo popolo. Ho scelto, dopo una campagna elettorale da indipendente, la comunità di centro sinistra, quale sede politica, per portare avanti in Assemblea Legislativa alcune battaglie che sono sempre state al centro del mio agire politico.

Ho lavorato in questi anni per una sanità inclusiva, vicina territorialmente ed umanamente alle persone, per una sanità che sia per tutti, per garantire un pieno diritto alle cure, per garantire un sistema socio-sanitario più prossimo ai nuovi bisogni.
Un modello che la sanità umbra ha raggiunto nel tempo con investimenti strumentali e professionali, mantenendo i bilanci in ordine, e del quale difendo l’affidabilità, la sicurezza e qualità.

Ora, davanti alle fragilità emerse invece di difendere la buona sanità, sento un clima che inneggia alla “rigenerazione”, leggo comunicati notturni – purtroppo anche del Partito Democratico – secondo i quali il gruppo consiliare sarebbe sotto assedio e in agonia. Ma la fuga non serve, in questo clima servono piuttosto azioni forti a GARANZIA DEI CITTADINI, unici detentori del voto, a cominciare dall’approvazione di nuovi e trasparenti strumenti di controllo sull’operato della amministrazione regionale, e protagonismo sui tavoli dove si decide della programmazione fondi comunitari per il prossimo settennato 2021-2027, tavoli su cui deve sedersi la politica e non una tecnostruttura.

Ora, più che mai, serve reagire con determinazione all’interno del centro sinistra per ridisegnare i confini del nostro agire, serve sì attuare un cambiamento culturale, e non solo generazionale, nella selezione della classe politica.

Non basta voltare pagina, come ci viene chiesto, se il libro è lo stesso. Occorre aprire il Partito Democratico alla società civile e alle tante forze giovani e fresche che credono ancora nella politica. Questo è il percorso fatto dal Partito Democratico fino ad ora con senso di responsabilità ed umiltà nei tanti comuni dove, da gregario, accompagna candidati sindaco civici, proprio per riconnettersi ad un mondo che crede nei valori della sinistra.

Ecco, per quei sindaci, per quei candidati che si stanno spendendo sui territori, per loro e per gli elettori che si accingono ad esercitare il proprio diritto di voto, in un panorama nazionale di incertezza, immobilismo e di violenza, che è determinante oggi riconfermare il buon governo della maggioranza e riaffermare con orgoglio un progetto che interpreta un’idea di sinistra, sinistra che si trova in difficoltà in Italia come in Europa.

Non ritengo utile per loro abbandonare la nave che sta imbarcando acqua ma invece occorre rinsaldare la fiducia, prendendo certamente atto che la legislatura svolgerà presto a termine.

Credo invece fermamente che l’Assemblea Legislativa non sia la sede deputata a formulare sentenze morali contro le persone, né tanto rispetto ad ipotesi di reato, ma che sia invece la sede di assunzione di responsabilità politiche, dove nelle difficoltà non premia la fuga.

Per queste ragioni voterò a favore della mozione difendendo con onore e responsabilità il lavoro fatto per la comunità umbra, e con il mio voto apprezzo il gesto non dovuto da parte della Presidente Marini, della quale ho apprezzato la competenza, l’impegno e la determinazione con la quale ha affrontato difficili momenti nel corso di queste due legislature.

Questa regione, la MIA UMBRIA, non ha bisogno di essere “liberata”, non si merita un “CHIASSO” mediatico che rincorra il consenso del momento e che diventa un’arma pericolosissima per la democrazia proprio alla vigilia di importanti appuntamenti elettorali. Ecco, io difendo la democrazia e reputo che quest’aula non sia il luogo dove confrontarsi con il consenso, allontanando tutte le strumentalizzazioni e con la lealtà di chi ha avuto responsabilità di governo.

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