Contributo per assistenza indiretta a domicilio di malati con patologie gravi

Contributo per assistenza indiretta a domicilio di malati con patologie gravi
@Foto dal profilo Facebook Marco Vinicio Guasticchi

Contributo per assistenza indiretta a domicilio di malati con patologie gravi

PERUGIA – Si è svolta nella sala Partecipazione di Palazzo Cesaroni l’audizione sulla mozione presentata dal consigliere Marco Vinicio Guasticchi (PD) inerente il contributo per l’assistenza indiretta per favorire la permanenza a domicilio di persone con gravissime patologie invalidanti. L’atto impegna la Giunta regionale a prevedere che la Regione Umbria estenda a ulteriori categorie di malati gravi il diritto di avere il contributo mensile di 1200 euro anche al fine di permettere ai medesimi di restare nella propria abitazione e di beneficiare delle cure di un familiare care-giver, vale a dire colui o colei che lo assiste a tempo pieno, e di garantire sensibili economie di spesa familiare.

Nella mozione Guasticchi spiega che tali contributi vengono attualmente erogati dal Servizio sanitario solo a chi viene colpito da malattie rare e non è stato previsto per coloro che versano nelle medesime condizioni indipendentemente dal tipo di malattia. Ciò provoca – secondo Guasticchi – un grave vulnus nei confronti del diritto a restare in famiglia per I malati gravi che vengono esclusi.

Inoltre la permanenza domiciliare garantisce non solo una migliore qualità della vita dei malati e dei loro familiari ma anche rilevanti economie di bilancio, sia delle famiglie che delle strutture del servizio sanitario, che spende molto di più per l’assistenza fornita nelle degenze ospedaliere.

La commissione presieduta da Attilio Solinas ha ascoltato i numerosi interventi di associazioni e familiari dei malati che sono intervenuti: Afad-associazione famiglie disabili; Associazione Mai soli; Associazione privi della vista e ipovedenti; Associazione X-fragile; Ruota abile onlus; Auret-autismo, ricerca e terapie; Insieme per te; Dimensione autismo; Comitato Montinari; Diamoci una mano onlus.

La platea cui si rivolge il provvedimento è molto ampia e l’assessore alla salute Barberini, presente a tutte le audizioni svolte dalla Commissione, ha annunciato di voler proseguire nell’ascolto delle tante istanze e delle problematiche sollevate con ulteriori momenti di partecipazione e con il lavoro a Roma, dove il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha istituito un Fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del care-giver familiare con una dotazione iniziale di 20milioni di euro l’anno, da suddividersi fra le Regioni.

Un primo riconoscimento del valore sociale ed economico dell’attività di cura non professionale del care-giver familiare, cioè della persona che assiste e si prende cura del coniuge, di un familiare, di una delle parti di un’unione civile o del convivente.

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