Congresso Pd Umbria, vota meno della metà, un flop

 
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Congresso Pd Umbria, vota meno della metà, un flop

La corsa del candidato unico alla segreteria regionale del Pd, Tommaso Bori, si ferma al 47,1% dei voti sugli aventi diritto. Dopo il ritiro degli altri tre candidati, Massimiliano Presciutti, Francesco De Rebotti e Alessandro Torrini, è andata alle urne meno della metà degli iscritti. I numeri sono ancora ufficiosi. Ad anticipare i numeri è il Corriere dell’Umbria di oggi a firma di Alessandro Antonini.

Su 6.018 iscritti Bori, unico candidato, ha incassato 2.878 voti. Nella provincia di Perugia su 4.291 aventi diritto hanno partecipato 2.075 iscritti. Per Bori hanno votato in 1949. A Perugia Bori ottiene 230 voti a favore su 261 votanti. A Terni Bori prende 319 su 656 iscritti. In tutta la provincia di Terni su un totale di 1817 tesserati Pd hanno votato in 1.000 e il capogruppo regionale ha preso 929 voti. Tommaso Bori sarà proclamato nuovo segretario regionale dem ma le consultazioni nei circoli sono state un flop.

Ma arrivano le critiche da parte dell’ex candidato Francesco De Rebotti che insieme al suo staff scrive in una nota: “Le notizie dei risultati congressuali che ci giungono dai territori ci restituiscono una situazione drammatica del PD regionale, che avevamo ampiamente denunciato e che abbiamo cercato in ogni modo di scongiurare che giungesse a questo triste epilogo. Circa la metà dei pochi aventi diritto al voto (6108) non sono andati a votare. Interi circoli, anche molto importanti, non hanno partecipato al congresso. Si continua con la mistificazione, ma la realtà è che decisamente meno della metà degli aventi diritto al voto avrebbero votato il candidato unico regionale, perché alcune centinaia di persone sono andate a votare scheda bianca. Abbiamo assistito ad una delle più brutte pagine del Partito umbro: non ha vinto nessuno, ma ha perso il PD. Un risultato che ci delegittima – tutti – nella società umbra, facendo perdere al PD la necessaria autorevolezza che serve per contrastare le destre che governano la Regione e molte delle città più importanti. Malgrado ciò, ci faremo carico, e siamo già al lavoro in tal senso, per promuovere un’ampia fase di partecipazione e di apertura alla società umbra”.

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