Umbria-Toscana, salta l’intesa: è scontro politico

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Centrodestra all’attacco: “Protocollo ritirato, è un fallimento”

Con la delibera n. 791 del 31 luglio 2025, la giunta regionale dell’Umbria ha ufficializzato il ritiro dell’atto n. 751 del 22 luglio, che conteneva lo schema di protocollo d’intesa con la Regione Toscana. Il documento, presentato con enfasi il 2 agosto, riguardava cooperazione su risorse idriche, sanità, mobilità, infrastrutture e incendi boschivi nelle aree di confine. Il dietrofront è stato motivato dalla necessità di ulteriori revisioni e confronti tecnici, ma ha scatenato una dura reazione politica.

Secondo la presidente Stefania Proietti, l’accordo non è stato accantonato, ma necessita di modifiche per includere temi strategici come elisoccorso, mobilità passiva e alta velocità, in un’ottica di “Italia mediana”. Tuttavia, il ritiro ha alimentato polemiche, soprattutto alla luce delle imminenti elezioni regionali in Toscana, previste per il 12 e 13 ottobre.

La giunta ha precisato che l’intesa non è stata abbandonata, ma sospesa per approfondire gli allegati tecnici. Si prevede che il documento possa essere riproposto, anche in funzione dell’esito elettorale toscano, che porterà a una nuova amministrazione regionale a novembre.

Il centrodestra regionale ha colto l’occasione per attaccare duramente la giunta Proietti. In una nota congiunta, i consiglieri Donatella Tesei ed Enrico Melasecche (Lega Umbria), Eleonora Pace, Paola Agabiti e Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia), Andrea Romizi e Laura Pernazza (Forza Italia), Nilo Arcudi (Umbria Civica) hanno definito il ritiro “un atto politicamente significativo” che sconfessa uno dei provvedimenti più pubblicizzati dalla maggioranza.

Secondo le opposizioni, il protocollo era “opaco, fragile e incoerente”, e rappresentava una svendita dell’Umbria alla Toscana. Le critiche si sono concentrate su temi come l’elisoccorso, la mobilità passiva dei cittadini umbri verso strutture sanitarie toscane, e il ruolo marginale dell’Umbria nella pianificazione infrastrutturale e sociosanitaria.

Il ritiro dell’atto, giustificato con la formula “necessità di ulteriori modifiche e integrazioni”, è stato interpretato come il naufragio di un’iniziativa improvvisata, priva di una visione strategica condivisa. Le spiegazioni fornite dalla presidente Proietti, tramite un video pubblicato sui social, non hanno convinto le opposizioni, che parlano di un accordo da rivedere radicalmente.

I consiglieri di centrodestra hanno inoltre denunciato la comunicazione fuorviante della giunta, che ha continuato a parlare di “accordo operativo” nonostante il ritiro formale dell’atto. Secondo loro, si è trattato di un cortocircuito istituzionale, frutto di una gestione propagandistica e poco concreta.

Tra i punti più controversi dell’intesa c’è la questione della stazione dell’alta velocità Medio-Etruria, contesa tra Creti (Cortona) e Rigutino (Arezzo). La giunta Proietti, al momento, non ha preso una posizione definitiva, mantenendo una linea di valutazione.

Il protocollo prevedeva anche l’utilizzo dell’acqua della diga di Montedoglio per il Trasimeno, l’elisoccorso umbro a servizio di alcune zone toscane, e mezzi antincendio forniti da Firenze. Tuttavia, la mancanza di coinvolgimento degli uffici tecnici umbri e la bocciatura del consiglio regionale toscano hanno indebolito ulteriormente l’iniziativa.

«L’Umbria non può essere trattata come retrovia sanitaria o come cerniera subordinata», affermano i consiglieri di opposizione. «Serve una sanità pubblica efficiente, autonomia regionale e una gestione infrastrutturale che valorizzi il territorio». Il centrodestra accusa la giunta di aver firmato e poi rinnegato un’intesa che mostrava l’Umbria come soggetto passivo.

Infine, i consiglieri ricordano i precedenti errori della giunta, come la manovra fiscale bocciata dalla Corte dei Conti, e chiedono maggiore serietà e competenza. «L’Umbria merita rispetto, non slogan», concludono.

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