CasaPound ha presentato i candidati e il programma elettorale per Perugia

 
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CasaPound 23 maggio chiude campagna elettorale a Piazza del Bacio

CasaPound ha presentato i candidati e il programma elettorale per Perugia

Si è svolta questa mattina alla Sala della Vaccara, in centro storico, la presentazione dei candidati e del programma di CasaPound Italia con il suo candidato sindaco Antonio Ribecco. Una lista di candidati composta da varie fasce di età e dalle molteplici esperienze ma con idee ben chiare e promotori di un programma che non è un libro dei sogni come la gran parte degli schieramenti è abituato a fare , ma un insieme di misure studiate per essere applicabili e ridare slancio alla nostra città.Partendo da un sostegno alle piccole imprese che hanno sempre più difficoltà di accesso al credito.

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Facendo tornare vive le piccole aziende, le botteghe artigiane e negozi che abbiano un richiamo identitario locale, riusciremo a ritrovare vita nei quartieri e riusciremo a riallacciare quel tessuto economico e sociale da sempre deterrente contro delinquenza e microcriminalità, ma soprattutto riusciremo a ridare unicità al commercio del centro storico che oggi vede la presenza quasi esclusiva di franchising e marchi collegati a multinazionali (stessi in tutti i centri commerciali).

Passando per un progetto di sicurezza che prevede l’attuazione di leggi nazionali già esistenti applicabili dai comuni, crediamo sia necessario intervenire poi sul sostegno alla natalità, considerando che Perugia è in linea con il tasso di decrescita nazionale e anche qui, i nati italiani sono sempre meno rispetto a i nati stranieri, per invertire il tasso demografico degli italiani, il comune può intervenire dando un sostegno diretto alle famiglie italiane (con almeno uno dei genitori di nazionalità italiana) di 250€ al mese fino al primo anno di età e se a fine anno risulta esserci un accumulo di credito, esso potrà essere speso per gli asili comunali o convenzionati.

Crediamo che per garantire il principio di italianità e quindi concretizzare lo slogan ormai tanto sbandierato “prima gli italiani” occorre agire sulla modifica del regolamento ISEE come fatto in tanti altri comuni italiani, andando ad applicare il decreto n. 267 del 17/11/2014, sul controllo delle veridicità delle dichiarazioni sostitutive uniche, presentate da cittadini extracomunitari o comunitari.

È necessario prestare maggiore attenzione alle politiche sociali e alle invalidità con un gruppo comunale di volontari che mediante l’utilizzo delle graduatorie ISEE stiano più vicino alle famiglie con raccolte e distribuzioni di medicinali e beni di prima necessità. Allo stesso tempo occorre ottenere a livello comunale la possibilità di poter garantire un assegno di cura diretto alle famiglie per ogni disabilità che lo prevede, garantendo così il principio dell’interazione tra Famiglia e Stato, tra affetto, efficienza e controllo, con l’unico obbiettivo di dare benessere al diversamente abile e al familiare che ne cura l’assistenza.

Inoltre è necessario predisporre al più presto una mappatura della città stabilendo delle priorità atte ad azzerare le barriere architettoniche, occorre poi dare attenzione a quelle malattie e disabilità “invisibili” spesso discriminate, con modifiche di segnalazioni di emergenza nei mezzi di trasporto e luoghi pubblici per i sordi, con la creazione di sportelli informazioni apposite per disabili, numero verde, mail ed sms per richieste informazioni o aiuto diretto.

Le frazioni devono poi tornare centrali e per questo crediamo sia necessaria la creazione di una consulta delle frazioni, con un vero e proprio consiglo  frazionale eletto, fatto di mero volontariato che può far tornare vicino i territori all’amministrazione, dando un carattere di organicità anche negli interventi. Per garantire una sicurezza necessaria atta a far ripartire l’economia cittadina e per ristabilire una netta posizione nei confronti di tutte quelle cooperative che lucrano sul business dell’accoglienza è necessario non rinnovare l’adesione ai progetti SPRAR, così come hanno fatto diversi comuni della Provincia di Perugia.

È un dovere rafforzare il legame tra Turismo e Cultura di una città con una storia millenaria come Perugia che non può essere dispersa, perciò ottenere la candidatura a patrimonio dell’UNESCO, mettendo in campo le nostre mura , l’arco Etrusco, l’Ipogeo dei Volumni e la Fontana Maggiore  riuscirebbe a convogliare importanti risorse per allontanare o mitigare una crisi economica che perdura da troppi anni, creando di fatto un economia che sarà da traino per tutto il territorio. Non dimenticare la salvaguardia dell’ambiente e i suoi abitanti, considerandoli nuovamente in un ottica spirituale, sradicando la malsana idea che il profitto economico giustifichi qualsiasi scempio ambientale.

Occorre quindi rivalutare ed incentivare il nostro patrimonio artistico naturale, specialmente a livello scolastico, ampliando i piani di offerta formativa (POF) ma allo stesso tempo mettendo in gioco terreni agricoli comunali ad imprese di giovani agricoltori, costruendo necessariamente un apposito Catasto dei Terreni Agricoli di proprietà comunale, da destinare quindi attraverso appositi bandi all’assegnazione temporanea con contratti di affitto a canoni agevolati e di durata non inferiore ai 5 anni, alle imprese agricole che ne faranno richiesta. Ed ecco che i giovani potranno tornare alla “Terra” e Perugia potrà vantare di più possibili colture autoctone nel proprio territorio, mentre si incentiva l’impresa. Infine, un Capoluogo di Regione che vanta una forte storia nello Sport tutto, non può essere sguarnita di una Piscina Olimpionica, necessaria a portare Perugia ad essete assoluta “Avanguardia dello Sport”.

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