La solidarietà verso i tanti immigrati che ogni giorno raggiungono le coste italiane con la speranza di una vita dignitosa e di un futuro migliore è un dovere delle istituzioni, non c’è alcun dubbio. Allo stesso tempo, però, è altrettanto un dovere istituzionale quello di garantire che gli immigrati vengano suddivisi in centri di accoglienza in tutto il territorio. Il programma Emergenza Nord Africa che, secondo quanto disposto dal Ministero dell’Interno è gestito direttamente dalle Prefetture, ha lo scopo di tutelare i soggetti in attesa di permesso umanitario o del rimpatrio.
Nel comune di Perugia sino a qualche mese fa, quando la responsabilità dell’emergenza era in capo alla passata amministrazione in tandem con la Prefettura, si era proceduto ad una diversificazione degli istituti di accoglienza al fine di non appesantire le strutture stesse e di garantire al territorio ospitante di non subire disagi.
Oggi però, la situazione è cambiata e sta diventando insostenibile in quanto gli immigrati che arrivano, anzichè essere soggetti ad un’accoglienza diffusa tra vari comuni e in diverse strutture ad hoc, vengono convogliati tutti all’Ostello per la Gioventù di Ponte Felcino. Si tratta di soggetti che dovrebbero restare nel centro d’accoglienza solo per qualche giorno, ma la cui permanenza spesso si prolunga per mesi. La frazione di Ponte Felcino, già di per se in forte sofferenza per la folta presenza di cittadini immigrati la cui integrazione con il territorio non si è mai realizzata, sempre di più tende a diventare una zona ghetto della città dove, alla forte presenza di criminalità si affianca il profondo disagio dei cittadini residenti.
Il Psi di Perugia ritiene che il Comune in primis, insieme alle associazioni di volontariato che operano nel settore e alle istituzioni in toto, ha il compito di favorire l’integrazione e l’accoglienza di tante donne e uomini che arrivano da noi, ma per fare tutto ciò è necessaria una gestione intelligente di un’emergenza ormai divenuta quotidianità. Non si può continuare a chiedere ai residenti di Ponte Felcino e dintorni di accollarsi da soli il peso del programma Emergenza Nord Africa, rendendo sempre più difficile la convivenza tra residenti italiani e immigrati.
Se da un lato è assolutamente giusto che anche Perugia faccia la sua parte nella gestione degli immigrati in arrivo in Italia, è altrettanto doveroso rispettare tutti i cittadini perugini allo stesso modo. Anche quelli di Ponte Felcino.

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