AST TERNI – G. ROSSI (PD): GARANZIE DA PIANO ACCIAIO UE PER VENDITA AST

ast terni(umbriajournal.com) TERNI – “Terni è stata, è e deve continuare ad essere uno dei centri nevralgici della produzione di acciaio in Italia e in Europa. Per questa ragione è necessario proteggerla dal crollo della produzione industriale, che a marzo è crollata del 5,2%, il peggior dato tra le grandi economie continentali”. Così Gianluca Rossi, Senatore ternano del Partito Democratico, nel corso di un intervento durante l’assemblea aperta organizzata dalle sigle sindacali per discutere della vendita del Gruppo AST.  Rossi si è quindi rivolto alla Commissione Europea: “ A livello comunitario, non possiamo quindi accontentarci di promesse “placebo”. Dal Piano per l’acciaio si devono esigere garanzie, in particolare con riferimento ai 40 mila posti di lavoro persi nello scorso anno in siderurgia, alla mancata produzione di 30 milioni di tonnellate di acciaio in Europa in un anno e alla sovrapproduzione strutturale che si è determinata”.

Il senatore democratico ha quindi ribadito che “non c’è bisogno di panacee, ma di un progetto articolato di sviluppo e reindustrializzazione che preveda, attraverso un nuovo sostegno pubblico, un reindirizzo del polo universitario con una prevalente caratterizzazione scientifica e tecnologica, il completamento del sistema logistico territoriale su elevati standard qualitativi e di servizio attraverso la realizzazione e l’entrata in funzione della piastra logistica di Terni-Narni, definendone la specializzazione strategica; un “nuovo” ruolo territoriale di Terni, fra il sistema logistico Ancona–Civitavecchia, il corridoio nord del sistema metropolitano romano e l’asse produttivo est del territorio regionale (Bastia-Foligno-Spoleto), ed infine ilriutilizzo di contenitori ed aree industriali dismesse a favore di progetti industriali coerenti con le aree di sviluppo individuate. Da ultimo – ha concluso Rossi –  un’industria vincente che cerca un ruolo leader nella produzione europea, a differenza dalle promesse a buon mercato che arrivano dai Paesi emergenti, deve essere in grado anche di saper affrontare la sfida della tutela e della sostenibilità’ ambientale.

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