Alienazione parentale, mozione Bori rinviata in commissione su valutazione capacità genitoriale

Alienazione parentale mozione Bori rinviata commissione valutazione

Alienazione parentale, mozione Bori rinviata in commissione su valutazione capacità genitoriale

L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha rinviato in Terza commissione la mozione presentata da Tommaso Bori (Pd) che mira ad impegnare la Giunta ad “esprimere la propria contrarietà all” uso della teoria dell” alienazione parentale (Pas), principio non riconosciuto dalla comunità medico-scientifica, nella valutazione della capacità genitoriale e a farsi portavoce presso il Governo nazionale affinché, nei limiti della propria competenza, provveda ad adottare iniziative normative per escludere la sindrome da alienazione parentale come elemento su cui fondare scelte di allontanamento del minore dai contesti familiari.


Fonte: Ansa


A promuovere infine, per quanto di sua competenza, un protocollo con Usl Umbria 1 e Usl Umbria 2 al fine di favorire e prevedere l” espletamento di corsi di formazione e di percorsi di aggiornamento per i casi di specie per gli operatori dei Servizi sociali”. La proposta del rinvio dell” atto in commissione – spiega una nota della Regione – è stata del consigliere Paola Fioroni (Lega-vice presidente dell” Assemblea legislativa), ed è stata accettata dallo stesso proponente Bori. Entro 30 giorni l” atto verrà dunque approfondito prima di tornare nuovamente alla discussione e al voto dell’Aula.

Nell’illustrazione dell” atto di indirizzo, Bori ha spiegato che “relativamente alle donne a cui sono stati sottratti i propri figli a seguito di una sentenza basata sull” alienazione parentale, principio non riconosciuto dalla comunità medico-scientifica, si è attivata una forte mobilitazione atta a chiarire i fondamenti oggettivi, analisi di contesto, perizie, valutazioni, sulla base dei quali verrebbe assunta tale drammatica decisione. In risposta all” interpellanza alla Camera dei deputati in materia di ” alienazione genitoriale” il sottosegretario di Stato per la Salute ha precisato che ” in linea con la comunità scientifica internazionale, l” Istituto superiore di sanità non ritiene che tale costrutto abbia né sufficiente sostegno empirico da dati di ricerca, né rilevanza clinica tali da poter essere considerata una patologia e, dunque, essere inclusa tra i disturbi mentali nei manuali diagnostici” . È giunto il momento – ha detto Bori capogruppo Pd – che le Istituzioni chiariscano questo tipo di vicende giudiziarie presenti anche nel nostro territorio regionale”. Paola Fioroni (Lega) ha definito il tema “molto delicato che merita attenzione ed approfondimenti, per valutare al meglio le competenze e gli alvei di azione di questa Assemblea e della Giunta”

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*