Una giornata di lutto cittadino in ricordo del Dottor Stefano Brando

 
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Situazione di pericolo presso il parco del complesso scolastico comunale il Tiglio

Una giornata di lutto cittadino in ricordo del Dottor Stefano Brando

Una giornata di lutto cittadino in ricordo della scomparsa del Dottor Stefano Brando, recentemente scomparso, e di tutte le vittime che la Città di Perugia ha dovuto piangere a causa del Covid”: è questa la proposta avanzata nel corso della conferenza stampa tenuta questa mattina dai consiglieri del Gruppo PD di Palazzo dei Priori, Sarah Bistocchi (capogruppo), Francesco Zuccherini,  Erika Borghesi, Elena Ranfa e Nicola Paciotti, a cui ha preso parte anche il Capogruppo PD in Assemblea Legislativa, Tommaso Bori.

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“Riteniamo doveroso che la città di Perugia – sottolineano i consiglieri Dem – renda omaggio al sacrificio compiuto dal dottor Brando, che ha perso la propria vita per dare assistenza ai suoi pazienti. Al suo coraggio e alla sua generosità – continuano –  si deve guardare con rispetto e riconoscenza, e riteniamo che lo si possa fare, al meglio, attraverso una commemorazione civile che ricordi anche il sacrifici di tutti i medici oggi impegnati sull’emergenza, oltre che onorando il dolore delle famiglie che hanno perso un loro congiunto in questa battaglia contro il Coronavirus”.

“Questo lutto ci deve obbligare a fare di più e meglio – ha dichiarato Bistocchi –  e ciò vale per chi ha responsabilità di governo ma anche per noi della minoranza”. Per Francesco Zuccherini, promotore della mozione recentemente approvata all’unanimità, con cui è stato disposto di celebrare una giornata in ricordo tutte le persone scomparse per il Covid, “si tratta di un’iniziativa che raccoglie anche l’appello rivolto, in tal senso, alle istituzioni, dagli stessi colleghi medici del dottor Brando”.

Il Capogruppo PD in Regione Tommaso Bori ha auspicato che “l’Amministrazione Comunale accolga quanto prima questa proposta” e ha ribadito come “questi casi  dimostrano che c’è ancora tanto lavoro da fare per  mettere finalmente il personale medico e sanitario nelle condizioni di lavorare in sicurezza attraverso l’ausilio di dispositivi di protezione sufficienti,  e con turni di lavoro accettabili, che possono essere assicurati solo dopo un effettivo potenziamento degli organici”. Per il Capogruppo PD “non avere seguito l’esempio di altre regioni, come l’Emilia Romagna e la Toscana, che hanno assunto in questi mesi oltre 13 mila operatori sanitari, ci pone in una condizione di forte inadeguatezza e ritiene del tutto insufficienti le 400 assunzione fatte in Umbria a fronte di circa 800 pensionamenti”. “Perugia è il centro dell’epidemia in Umbria – sottolinea Bori – , è necessario ricordarlo perché questa città sta dando il contributo maggiore sia i termini di vittime che di contrasto alla pandemia”.

“L’amministrazione comunale di Perugia – propone Bori –  fornisca un contributo fattivo a questa causa, destinando parte del proprio personale amministrativo alle operazioni di tracciamento, monitoraggio e isolamento, indispensabili per contenere il virus, così come stanno facendo altri comuni del Trasimeno e così come richiesto dallo stesso Gruppo PD in Comune”. Per la Capogruppo in Comune, Sarah Bistocchi, serve inoltre che “il Sindaco Romizi riconsideri la scelta fatta sul Centro Servizi il Grocco. Cittadini, Sindacati, operatori sanitari, insieme a tutte le forze di minoranza, – spiega – hanno già espresso pubblicamente la loro contrarietà di una scelta che mina la sicurezza delle persone che si trovano a vivere e lavorare in un centro che vede la presenza di altri servizi particolarmente delicati come quello di neuropsichiatria infantile”. “Ci auguriamo – conclude – che si possa tornare indietro e valorizzare, a tale scopo, il patrimonio pubblico di cui dispone la città, perché è del tutto intollerabile pensare di sommare fragilità ad altre fragilità”.

“Il gruppo PD in comune – ha ricordato Nicola Paciotti – si sta impegnando da giorni per accogliere anche le istanze che ci vengono dai cittadini di Perugia, rispetto alla diminuzione dei servizi, come nel caso delle Poste, o nel caso dei servizi socio assistenziali”. Ricorda inoltre “quanto fatto in favore del personale addetto al ritiro della nettezza urbana, e alle problematiche del nuovo servizio legato ai rifiuti speciali legati al Covid”.

Per Erika Borghesi “occorre fare di più anche sul tema del sociale, sulla rete consultori, e ricorda quanto sia importante che la Regione corregga la delibera sulla Ru486 e si adegui alle nuove linee guida del Ministero della Salute”. Elena Ranfa , in conclusione,  ha auspicato che “le iniziative messe in campo in questi mesi vengano accolte e valorizzate dall’amministrazione comunale, perché messe in campo da una minoranza responsabile e propositiva, per i cittadini e non contro qualcuno”.

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