Scritte fasciste su ritratto di Paolo Vinti, Pd di Perugia: “Gesto vile e violento”

Purtroppo quanto accaduto è il segno inequivocabile del tentativo di portare tutta la comunità verso un declino sociale

Scritte fasciste su ritratto di Paolo Vinti, Pd di Perugia: “Gesto vile e violento"

Scritte fasciste su ritratto di Paolo Vinti, Pd di Perugia: “Gesto vile e violento”

PERUGIA – “Chi ha imbrattato il ritratto di Paolo Vinti nel cuore della nostra città, culla del pacifismo capitiniano e di una cultura della tolleranza e del confronto, ha compiuto un gesto di una violenza e di una gravità inaudite. Di fronte a tanta viltà, dopo i terribili fatti di Macerata, il Pd di Perugia e il gruppo consiliare, insieme al circolo di Monteluce Raffaele Rossi, esprimono la più ferma condanna e rinnovano l’impegno per una società dell’accoglienza, della tolleranza, della conoscenza, dell’antifascismo costituzionale, valori costituenti il Dna della città e che Paolo Vinti, insieme a tanti perugini perbene, al di là delle proprie idee politiche, ha contribuito a coltivare e ad alimentare”. Così, in una nota del Partito Democratico del capoluogo.

“Purtroppo quanto accaduto è il segno inequivocabile del tentativo di portare tutta la comunità verso un declino sociale e culturale che non lascia immune nemmeno la nostra città. È nostro preciso dovere, ora, contrastare con la forza della ragione e del rispetto un clima di intolleranza, sul quale troppi soffiano alla ricerca di una manciata di voti, alimentando l’odio, il razzismo e la paura del diverso.

La fuorviante equazione immigrazione uguale insicurezza si combatte garantendo il rispetto sia della legalità sia della dignità umana, proseguendo e migliorando l’importante lavoro dell’esecutivo Pd. Di primaria importanza anche la politica della Regione Umbria, che rappresenta un modello unico in Italia per l’accoglienza, e che si avvale del prezioso lavoro di reti di associazioni, a cominciare da Arci e Caritas, al servizio dell’integrazione culturale, economica e sociale degli immigrati nelle nostre comunità”.

Quello che ci chiediamo – conclude la nota – è se finalmente la giunta di Perugia e il candidato Prisco che ne fa parte troveranno la forza per prendere posizione chiara e netta o se manterranno su temi tanto delicati un silenzio assordante e intollerabile, come quello riservato alla marcia di Casapound. Silenzi che negano alla radice la storia di Perugia e che, oltre ad apparire come tacito assenso, rischiano di alimentare una cultura dell’odio, dell’intolleranza che portano solo violenza indiscriminata e negazione del futuro”.

Proprio per affrontare il tema dell’integrazione il Pd di Perugia si fa promotore di un incontro tra i propri candidati alle politiche e gli operatori del settore, per confrontarsi e ascoltare chi ogni giorno si impegna per una società aperta, plurale e rispettosa delle persone.

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