‘Ndrangheta, centrosinistra chiede dimissioni Arcudi, intervento di Giubilei

 
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‘Ndrangheta, centrosinistra chiede dimissioni Arcudi, intervento di Giubilei

da Giuliano Giubilei (consigliere comunale)
Come prima cosa vorrei replicare al sindaco che nell’ultima seduta del consiglio comunale mi ha accusato di sciacallaggio perché ho scritto in un post che girava una foto in cui era ripreso insieme con uno degli arrestati nel blitz contro la ‘ndrangheta.

Siccome per motivi personali non ho potuto partecipare a quella seduta lo farò rapidamente ora. E solo per dire che mi aspetto delle scuse dal sindaco, che secondo me non ha letto il post ma si è fidato di chi glielo ha raccontato o peggio ancora ne ha letto il resoconto su qualche giornale.E come si sa non bisogna mai fidarsi dei giornalisti.

Perché in quel post scrivevo che per me quella foto, che ovviamente non ho pubblicato anche se mi era arrivata, non aveva nessun valore e nessun significato.

So bene, per esperienza – non solo quella politica recente, ma anche professionale – che non si possono conoscere tutte le persone che ti chiedono di fare una fotografia con te.

Non solo. Dal momento che mi considero sinceramente garantista, in quello stesso post, come in altri che ho scritto nei giorni successivi, raccomandavo prudenza sull’intera vicenda perché i politici, che erano stati nominati nelle intercettazioni non erano nemmeno indagati.

E in questi giorni il mio approccio non è cambiato di una virgola. Io sono convinto che nessuno, fino a che non ci sia una sentenza, possa essere considerato complice, implicato o colluso con alcunché.

Per questo quello che dirò si basa esclusivamente su considerazioni e valutazioni politiche e non giudiziarie.

L’inchiesta condotta dalla magistratura, che si è avvalsa anche del contributo decisivo di uomini della nostra città o che qui hanno lavorato a lungo ha svelato quello che tutti più o meno sapevamo. E cioè che la grande criminalità ha dato da tempo l’assalto all’economia della nostra regione. Ma l’indagine guidata dal dottor Gratteri, a cui va tutta la nostra solidarietà non solo per il prezioso lavoro che sta facendo ma anche per le minacce che subisce, ha aggiunto un carico, diciamo cosi’, che forse non tutti ci aspettavamo. E cioè che non solo l’assalto è riuscito, ma che ormai sfiora la politica e forse coinvolge anche altri poteri della città.

È per questo che la risposta delle istituzioni deve essere forte e netta. E senza sconti. Dobbiamo difenderci da un nemico insidioso e fortissimo. Non è una battaglia di ordinaria amministrazione contro qualche banda di sbandati.

Quella è gente che controlla il traffico di droga, che come sappiamo è l’emergenza numero uno delle nostre città. È gente che vende le armi, fa estorsioni, impone ovunque la sua legge. Dedita alle truffe, alla violenza. Che si infila negli appalti delle opere pubbliche. Che inquina e avvelena tutto ciò a cui si avvicina.

Dicevo che sapevamo qualcosa: c’erano già state inchieste negli anni passati che avevano rivelato i tentativi della ‘ndrangheta di conquistare pezzi di territorio e di attività’ economiche anche qui in umbria. Come l’inchiesta “quarto passo” nel 2014. E altre operazioni più recenti. E questo tra l’altro ci dice che i tentativi di infiltrare la logica e i metodi della mafia anche da noi, che ci credevamo al sicuro, sono in corso già da parecchi anni.

Sarebbe un grave errore sottovalutare il peso, il radicamento che le attività criminali sono riuscite a conquistare nella nostra regione, e a perugia in particolare.

Ma l’ultima inchiesta non solo ci conferma questo quadro preoccupante, ma ci dice che c’e stato un salto di qualita’ e che la ‘ndrangheta è in grado, o almeno il tentativo ha fatto è questo, di mettere il suo sigillo sulle ultime tornate elettorali che si sono tenute in umbria e a perugia.

È questa rivelazione che ha creato il grande allarme sociale a cui assistiamo in queste settimane. E per questo torno a dire che la risposta delle istituzioni deve essere forte. Siamo di fronte a un’emergenza drammatica.

Bene che il consiglio comunale abbia approvato la commissione per il contrasto alle attivita’ criminali a perugia. Bene che si sia rimessa in moto anche quella della regione e che entrambe questi organismi possano collaborare con la commissione antimafia del parlamento.

Ma anche questo non basta, a mio giudizio. Se non c’e’ una risposta, una volonta’ collettiva delle istituzioni questi organismi corrono il rischio di diventare delle inutili passerelle per chi ne fa parte.

La critica che faccio al sindaco Romizi, questa si’, è che al di la’ delle cose condivisibili che ha detto nel suo intervento di lunedì scorso, manca una sua iniziativa forte. Che invece sarebbe oltremodo importante. Un’assunzione di responsabilità che finora non c’e’ stata. Non basta dire difenderemo le istituzioni e terremo alta la guardia.

E non si può approfittare del natale come scusa per aspettare tempi migliori e attendere che i magistrati offrano l’occasione per imboccare una strada o l’altra.

Romizi, e per essere chiaro parlo della situazione in cui si e’ venuto a trovare il presidente Arcudi, non puo’ continuare ad essere il sindaco del ni’.

E questo perche’ sulle istituzioni, in un momento cosi’ difficile non ci deve essere nessuna ombra.

Nilo Arcudi è presidente di questo consiglio comunale. Che, vale la pena di ricordarlo, è il luogo dove si svolge la vita democratica della citta’.
Il presidente Arcudi rappresenta anche me, rappresenta tutti noi: maggioranza e opposizione.
L’ombra che l’inchiesta ha posto sulla sua figura, se non ha – almeno per me – valore giudiziario, ha pero’ un peso politico che non puo’ essere sottovalutato.

Anche per me dunque il presidente Arcudi non puo’ continuare a guidare questa assemblea. E come opposizione presenteremo la proposta di revoca da presidente del consiglio comunale.

Ma se fosse lei a fare volontariamente un passo indietro, mi lasci concludere così presidente, sara’ piu’ facile per tutti noi riaccoglierla, quando tutte le ombre saranno, come mi auguro, dissolte.

Ma un suo passo indietro oggi è un atto di garanzia istituzionale, che andrebbe valutato da tutti, parlo anche alla maggioranza nella sua profonda serietà e necessità.

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