Giochi leciti Consiglio comunale Perugia manca numero legale, non si vota

 
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Consiglio Comunale, approvato il bilancio di previsione 2018/2020

Giochi leciti Consiglio comunale Perugia manca numero legale, non si vota

In avvio della seduta del Consiglio comunale è stata illustrata la preconsiliare 67 del 31 ottobre scorso, relativa alle modifiche e integrazioni al regolamento comunale per i giochi leciti, ma nel corso della discussione è venuto a mancare, per ben due volte, il numero legale, per cui il Presidente Varasano ha chiuso definitivamente la seduta senza poter mettere in votazione né questo né altri atti all’ordine del giorno.

La preconsiliare 67, lo ha ricordato il Presidente Fronduti, era stata già approvata lo scorso 14 novembre dalla I Commissione consiliare Affari istituzionali con il voto unanime dei 5 consiglieri presenti al momento della votazione.

L’assessore Casaioli, andando più nel dettaglio della pratica, ha spiegato che il regolamento comunale risale al 2005 ed è stato modificato in parte nel 2017 solo con riferimento all’attuazione dei limiti distanziometrici previsti dalla legge regionale 21 del 2014. Necessitava, dunque, di un adeguamento a seguito delle molteplici modifiche intervenute nel tempo ad opera, principalmente, delle norme in materia di sicurezza, della legge finanziaria 2006 (266 del 2005) e della citata legge regionale 21 del 2014.

Tra le novità più rilevanti, con l’obiettivo di contrastare il fenomeno della dipendenza dal gioco d’azzardo, è stato previsto (art. 8) il divieto assoluto di installazione degli apparecchi da gioco anche in tutti i locali, spazi ed impianti di proprietà dell’Ente, oltre che in luoghi di cura, istituti scolastici, sedi e strutture universitarie, pertinenze di luoghi di culto. Nel successivo articolo 10, inoltre, nel ribadire il divieto di apertura di sale giochi a meno di 500 metri da scuole, luoghi di culto, centri di vario tipo frequentati da giovani, è stata aggiunta, quale ulteriore luogo sensibile, la stazione ferroviaria Perugia – Fontivegge (Piazza Vittorio Veneto), in relazione al considerevole afflusso di utenti di ogni età nell’arco della giornata e alle esigenze specifiche di tutela della sicurezza urbana dell’area.

E’ fatta salva, in ogni caso, la possibilità per la giunta, con proprio provvedimento motivato, di individuare ulteriori luoghi sensibili tutelati ai sensi dell’articolo 10, tenuto conto dell’impatto dell’attività di gioco sul contesto urbano e sulla sicurezza di aree specifiche nonché di eventuali problematiche di viabilità, inquinamento acustico e disturbo alla quiete pubblica.

E’ fatto, inoltre, divieto di apertura di sale giochi nel centro storico della città.

Dal punto di vista tecnico, nel regolamento sono stati attuati i principi relativi alla semplificazione delle procedure amministrative di autorizzazione previsti dalla normativa nazionale (legge finanziaria 2006, legge di stabilità 2013 e decreto del Ministero dell’economia e finanze del 2011).

Per ciò che concerne la legge regionale del 2014, oltre alle distanze ed al tema dei luoghi sensibili di cui già si è detto, è stata recepita nel regolamento (art. 14) la nuova disciplina in tema di orari delle sale giochi.

La fascia oraria ordinaria di attività delle sale giochi è fissata dalle ore 10.00 alle ore 01.00 del giorno successivo, mentre per il funzionamento di giochi all’interno di altre attività l’orario è fissato dalle 10 alle 24. E’ previsto, comunque, che il Sindaco con propria ordinanza possa limitare l’orario di funzionamento degli apparecchi con vincita in denaro eventualmente installati all’interno delle sale giochi, per esigenze di tutela della salute e della quiete pubblica

Si demanda, inoltre, al Sindaco di fissare gli orari  della attività di raccolta scommesse e delle sale VLT e delle sale bingo, cioè di quegli esercizi dediti al gioco autorizzati dalla Questura.

“Il regolamento -ha concluso l’Assessore- è stato partecipato ai rappresentanti delle associazioni di categoria e con la Questura di Perugia, prima della sua approvazione in giunta, e nessuno ha formulato osservazioni al testo.”

Nel dibattito che è seguito, la capogruppo Pd Bistocchi ha stigmatizzato l’assenza in aula dei consiglieri di Fratelli d’Italia, ad eccezione di Sorcini, e ha parlato di “un’occasione persa su una delle battaglie più importanti che il consiglio ha portato avanti ed anche delle più giuste, fatta insieme alla città. Una battaglia -ha detto Bistocchi- che non accetta defezioni o battibecchi interni da parte della maggioranza.”

Ha quindi chiesto la verifica del numero legale, annunciando che le opposizioni non avrebbero partecipato al voto.

Ripresa la seduta, anche il consigliere M5S Giaffreda ha sottolineato l’importanza della tematica in discussione e del regolamento “a cui -ha detto- spero si riesca a dare compimento.”  Anche Giaffreda ha chiesto nuovamente la verifica del numero legale, che per la seconda volta è mancato.

Il forzista Cenci ha, quindi chiesto una mozione di censura per i consiglieri usciti dall’aula, mentre il consigliere FdI Sorcini ha spiegato che si tratta evidentemente di una protesta politica.

Al Presidente Varasano non è rimasto che chiudere la seduta del Consiglio, esprimendo il suo disappunto. “Oggi -ha detto- è stata scritta una delle pagine più brutte di questa consiliatura.”

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