Arrivano i navigator in Umbria, Paparelli contento, ai centri un “po’ meno”

Arrivano i navigator in Umbria, Paparelli contento, ai centri un "po' meno"

Arrivano i navigator in Umbria, Paparelli contento, ai centri un “po’ meno”

Pochi giorni fa, il presidente della Regione Umbria, Fabio Paparelli, ha reso noto l’arrivo dei navigator in Umbria, che saranno pienamente operativi a partire dal 23 settembre, per il supporto ai Centri per l’Impiego nella presa in carico dei beneficiari del reddito di cittadinanza.

Sembra che gli operatori dei Centri per l’Impiego, soprattutto quelli di Perugia, abbiano appreso la notizia dai giornali e che non condividano, per così dire, la stessa soddisfazione ostentata da Paparelli, sorridente nel dare il benvenuto ai nuovi arrivati.

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Fabio Paparelli

Gli operatori dei Centri per l’Impiego, dopo essere stati dipendenti della Provincia e dopo svariati anni di avvalimento e rimpallo tra enti, si sono ritrovati a far parte dell’ennesima agenzia regionale, l’ARPAL, istituita con la legge regionale n. 1 del 14 febbraio 2018, in applicazione della legge finanziaria di quell’anno, che disponeva il definitivo passaggio dei Centri per l’Impiego alle Regioni, lasciando alle stesse autonomia nell’individuazione della modalità gestionale ed organizzativa. ARPAL Umbria è in funzione dal 30 giugno 2018 e in questo carrozzone regionale si sono ritrovati a lavorare insieme persone che, pur svolgendo magari la stessa mansione, sono inquadrati in maniera totalmente diversa, soprattutto in termini economici.

Tutto questo certifica in maniera netta ed inequivocabile un aumento della spesa destinato esclusivamente al personale che ricopre posizioni apicali, mentre la situazione del personale non dirigente rimane immutata, nonostante il conseguente aumento dei carichi di lavoro e l’inevitabile peggioramento dell’organizzazione e della qualità ed efficienza dei servizi pubblici rivolti ai cittadini. In questo contesto, l’arrivo dei 33 navigator, tutti giovanissimi e inesperti, rappresenta la ciliegina sulla torta.

Queste figure affiancheranno operatori di grande esperienza, con l’introduzione di palesi disparità di trattamento economico, nel silenzio e nell’indifferenza totale delle sigle sindacali, che fanno finta di non vedere.

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Rossano Rubicondi

Denunciamo innanzitutto lo spudorato tentativo di mettere i lavoratori l’uno contro l’altro, in una competizione al ribasso da cui né i lavoratori dell’ARPAL, né i nuovi navigator, né tanto meno coloro che sono alla ricerca di un lavoro, che percepiscano o meno il reddito di cittadinanza, hanno nulla da guadagnare, mentre si assiste al progressivo degrado di strutture che dovrebbero assicurare un diritto fondamentale: quello al lavoro e a un reddito dignitoso.

È necessario avviare quanto prima un processo che serva a superare queste anomalie. Non è accettabile che le istituzioni regionali pensino di risolvere la crisi economica che pervade l’Umbria presentando l’ennesimo portale di incontro tra domanda e offerta di lavoro o che ci si rivolga all’ennesimo ente accreditato e supportato finanziariamente attraverso fondi regionali. Occorre invece valorizzare la professionalità di chi lavora da anni nell’ambito dei Centri per l’Impiego e fornire un vero servizio volto a garantire un diritto fondamentale di tutti i cittadini che sono in cerca di un lavoro./Rossano Rubicondi

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