Trasporto scolastico: trovare una soluzione per salvare le imprese umbre

 
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Trasporto scolastico: trovare una soluzione per salvare le imprese umbre

Trasporto scolastico: trovare una soluzione per salvare le imprese umbre

“Non è nostra intenzione innescare una polemica con Anci, ma sono mesi che stiamo chiedendo a tutte le istituzioni di trovare una soluzione tra quelle a disposizione o di costruirne una nuova insieme, che possa diventare un modello anche per altri territori.”

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Da una parte ci sono le imprese – continua Gasparri -, che lo scorso anno si sono viste sospendere i contratti del trasporto scolastico per le misure di contenimento della pandemia; dall’altra ci sono i Comuni, che avevano già a bilancio le coperture per assicurare il pagamento di quei contratti. Certo, capiamo bene che nel frattempo i Comuni si sono trovati a far fronte a tante e nuove emergenze del proprio territorio, avendo nelle casse minori entrate. Ma è anche vero che il Governo ha stanziato e trasferito agli enti locali sostanziose risorse ad hoc.

Nel mezzo c’è stato il susseguirsi di decreti che hanno cambiato continuamente le carte in tavola in materia di pagamenti e ristori verso le imprese del trasporto, rendendo certamente le cose non facili.

Ma – puntualizza Gasparri -, per quanto ci riguarda non possono esserci dubbi: una forma di compensazione per i danni subiti dalla sospensione dei contratti, oltre a essere una misura legittima da un punto di vista giuridico, è anche una misura opportuna, anzi indispensabile, per dare sostegno a 130 imprese umbre del settore – e alle loro famiglie – che non vedono un futuro. Che si chiami ristoro, che si chiami pagamento integrale dei contratti per il periodo in cui una legge dello Stato lo prevede, che si chiami copertura dei cosiddetti costi incomprimibili che le imprese hanno comunque sostenuto, poco importa.

Per questo continuiamo a chiedere in prima battuta ai Comuni, e ad Anci Umbria nel suo ruolo di indirizzo e coordinamento, di trovare insieme una soluzione, così come è stato fatto in altri territori, dal Veneto all’Emilia-Romagna. Nel solo interesse delle imprese e di chi vive di quel lavoro che – conclude la responsabile regionale Trasporti di Cna -, assicura un servizio essenziale: quello che porta i nostri figli a scuola ogni giorno,.”

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