Stefano Bollani a Umbria Jazz in August, omaggio all’arte dell’improvvisazione 📸🔴 FOTO E VIDEO

 
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Stefano Bollani a Umbria Jazz in August, omaggio all’arte dell’improvvisazione

Piano Solo, nessuna scaletta, nessun programma di sala a cui aggrapparsi per seguire il succedersi dei brani. E’ Stefano Bollani, il pianista compositore che non ha bisogno di presentazioni. Il pianoforte è come una scatola magica, tutto può accadere. Stefano Bollani è salito sul palco per il suo one man show a Umbria Jazz, nell’edizione ridotta di agosto, a causa del coronavirus. Con carta e penna in mano ha chiesto al pubblico cosa avrebbero voluto sentir suonare. Ha appuntato i brani e da qui è iniziato il cammino musicale, fatto di improvvisazione.

Un omaggio all’arte dell’improvvisazione. Una serata indimenticabile quella di piazza IV Novembre, dove Bollani è riuscito a trascinare il pubblico con la sua musica. Un grande musicista, eclettico e raffinato.

Un viaggio a perdifiato attraverso orizzonti musicali solo apparentemente lontani: da Bach ai Beatles, da Stravinskij ai ritmi brasiliani, con improvvise incursioni nel pop o nel repertorio italiano degli anni Quaranta. Ha iniziato con un omaggio a Ennio Morricone. In questo vero e proprio flusso di coscienza musicale, il riso e l’emozione si mescolano.

Sul palco anche Nico Gori che insieme hanno suonato alcuni brani di un epoca passata. Un duo perfetto tra piano e clarinetto. Gori dal 2004 è membro stabile del nuovo quintetto di Stefano Bollani con cui si esibisce in importanti festival e teatri nel mondo.

Gori qualche ora prima si era esibito sul palco di Umbria Jazz presentando il suo Swing Tentet che si rifà esplicitamente alla Swing Era delle orchestre di Cab Calloway e Benny Goodman, ma pure di Duke Ellington e Count Basie, e al jazz che negli anni 20 e 30 si ballava nei locali come il Cotton Club.

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