Servizi socio assistenziali sospesi causa emergenza covid siano rimodulati

 
Chiama o scrivi in redazione


Servizi socio assistenziali sospesi causa emergenza covid siano rimodulati

Servizi socio assistenziali sospesi causa emergenza covid siano rimodulati

La Giunta Regionale, come già avviene nel Lazio, assicuri attraverso lo stanziamento di risorse aggiuntive per Comuni ed Asl, e che i servizi socio-assistenziali sospesi a causa dell’emergenza Covid vengano rimodulati, riorganizzati e pagati, così come previsto dalla normativa nazionale”. È quanto chiedono in una nota i consiglieri regionali del PD alla presidente Tesei, sottolineando come “condividendo la denuncia delle sigle sindacali e delle centrali cooperative, rileviamo che l’applicazione dell’art. 48 del decreto Cura Italia e la delibera 232 della Giunta regionale del 1 aprile scorso, siano ancora oggi completamente disattesi, arrecando un danno enorme ad oltre 6mila lavoratori del mondo della cooperazione e del privato sociale che rischiano di rimanere senza stipendio e senza ammortizzatori sociali.”

La Regione, secondo i componenti del Gruppo PD “ha il dovere di intervenire a sostegno delle persone fragili e dell’occupazione nel sociale per assicurare la continuità dei servizi con la massima tutela della sicurezza e della salute di operatori e utenti. Le imprese sociali, elemento fondamentale delle infrastrutture sociali – aggiungono – stanno dando un contributo importante nell’affrontare la crisi indotta da Covid-19. Assicurano servizi essenziali ai cittadini e alle comunità in cui operano ponendo particolare attenzione alle fasce più deboli della popolazione, nonostante molte di queste realtà abbiano registrato un crollo del fatturato dell’80 per cento.

Inoltre, superata l’emergenza, queste realtà potranno dare un importante contributo alla riorganizzazione del sistema sanitario ed alla ricostruzione del sistema economico, ponendo attenzione alle persone più fragili, ai bisogni ed alle risorse presenti nella comunità”. “Pertanto – spiegano i Dem di Palazzo Cesaroni – è fondamentale che il protocollo sottoscritto tra Regione, Anci, partenariato sociale e sindacati, trovi un’immediata applicazione, attraverso l’assunzione in capo alla stessa Regione degli eventuali ulteriori oneri a carico di Asl e Comuni e dello stanziamento delle risorse necessarie per poter effettuare i pagamenti dovuti.

Tale soluzione – spiegano -, adottata ad esempio dalla Regione Lazio ai sensi delle norme richiamate, è stata introdotta per dare risposte urgenti ai bisogni delle famiglie degli anziani, dei disabili e delle persone in difficoltà, salvaguardando al tempo stesso la continuità retributiva dei lavoratori impiegati. Anche l’Umbria deve muoversi in tal senso, a conferma della sensibilità e dell’attenzione da sempre dimostrata dall’istituzione regionale nei confronti del terzo settore e delle imprese sociali”. “Qualora non dovessimo riscontrare alcun intervento in proposito – concludono – annunciamo fin da adesso chiederemo che lo stesso protocollo venga sottoposto al vaglio del Comitato di controllo e verifica, sull’azione di governo.”

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*