Perugia, approvate tutte le pratiche relative al rendiconto di gestione 2018

 
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Perugia, approvate tutte le pratiche relative al rendiconto di gestione 2018

Perugia, approvate tutte le pratiche relative al rendiconto di gestione 2018

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Il Consiglio comunale ha dedicato la seduta odierna all’esame e votazione delle pratiche relative al rendiconto di gestione anno 2018. All’esito del dibattito tutte le pratiche sono state approvate.

Questi gli oggetti con relative votazioni:

1) Conti della gestione degli agenti della riscossione anno 2018 –Approvazione: 17 a favore ed 11 contrari.

2) Esercizio finanziario 2018 – Conto di gestione agenti contabili interni. Approvazione: 17 a favore ed 11 contrari.

3) Esercizio finanziario 2018 – Conto di gestione del tesoriere. Approvazione: 17 a favore e 10 contrari.

4) Rendiconto di gestione anno 2018. Approvazione: 17 a favore ed 11 contrari.

IL RENDICONTO

Il consuntivo 2018 evidenzia un risultato di amministrazione complessivo di € 85.350.000, il valore più alto registrato dall’anno 2007, che dimostra come le criticità iniziali al momento dell’insediamento siano in gran parte superate.

La difficile situazione di liquidità, che vedeva l’Ente esposto per 40 milioni di euro alla fine del 2013, ha registrato a fine 2018 un’anticipazione di Tesoreria e utilizzo di fondi vincolati di 13.940.000 di euro, valore destinato ad azzerarsi già dal mese di giugno 2019 grazie all’attuale manovra di bilancio.

Il disavanzo tecnico rilevato all’inizio della consiliatura di € 34.648.000, che si è previsto di ripianare in 28 anni con un recupero di 1.237.000 euro all’anno, a fine 2018 ammonta a € 26.683.000 con un maggior recupero di oltre 3 milioni rispetto a quanto preventivato. Inoltre, anche nel corso del 2019 il ripiano sarà maggiore di oltre 2 milioni di euro rispetto alla quota standard; in tal modo si stima che a fine 2019 il disavanzo da recuperare ammonterà a circa 22 milioni di euro con un ripiano complessivamente superiore di circa 5 milioni rispetto a quanto inizialmente previsto.

Il fondo crediti di dubbia esigibilità, che a fine 2013 ammontava a € 7.613.000, registra a fine 2018 un valore di € 96.202.000, importo destinato a superare abbondantemente quota 100 con lo stanziamento di oltre 15 milioni di euro effettuato per l’anno 2019. Il fondo potrà quindi offrire piena copertura al monte crediti di difficile esazione contribuendo a rendere maggiormente solidi i conti del Comune di Perugia. Se poi si tiene conto anche degli altri stanziamenti prudenziali ai fondi rischi, la cifra a fine 2018 raggiunge quasi 99 milioni di euro.

I tempi di pagamento verso terzi, che alla data di insediamento dell’attuale Amministrazione registravano circa 80 giorni di ritardo, risultano oggi tempestivi con i conseguenti benefici per gli operatori economici.

L’indebitamento del Comune, che a fine 2013 superava i 133 milioni di euro, si assesta a fine 2018 a € 101.136.000 con un incidenza pro capite che si è quindi ridotta da € 801 a € 604; tutto ciò nonostante i nuovi mutui contratti per sostenere le numerose manutenzioni straordinarie effettuate sulle strutture scolastiche e su altri beni pubblici.

Infine, sul lato della spesa corrente si evidenzia il costante e quotidiano lavoro posto in essere dall’Amministrazione Comunale al fine di ridurre e contenere la spesa senza tuttavia incidere sul livello dei servizi offerti ai cittadini, ma anzi cercando di migliorarlo e renderlo più efficiente: la spesa corrente, infatti, a fine 2013 superava i 178 milioni di euro, mentre a fine 2018 la stessa espone un valore complessivo di € 155.558.000 con un risparmio di quasi 23 milioni di euro.

Tali risultati devono, peraltro, tenere conto della drastica riduzione dei trasferimenti statali agli enti locali che dall’anno 2014 ha fatto registrare un – 53% (oltre 60% se si considerano anche le annualità precedenti). Basti pensare che nel 2014 i trasferimenti da parte dello Stato al Comune di Perugia ammontavano ad € 33.880.000, mentre nel 2018 gli stessi sono stati di € 15.164.000.

Anche sul fronte degli investimenti, a fine 2018, l’ammontare degli investimenti effettuati, in corso di realizzazione e comunque finanziati si aggira complessivamente intorno ai 100 milioni di euro.

I DATI

Questi, nel dettaglio, i tratti salienti. L’equilibrio di parte corrente ammonta a 15,1 milioni, quello di parte capitale (finalizzato agli investimenti) a 4 milioni per un equilibrio finale del risultato di gestione di 19,1 milioni.

Il risultato di gestione passa dai 15,3 milioni del 2014, ai 16,7 del 2017 per arrivare ai 19,1 del 2018. L’avanzo di amministrazione al 31 dicembre 2018 si attesta sugli 85 milioni, di cui 179 milioni per residui attivi, 70 milioni residui passivi, 4,8 milioni fondo pluriennale vincolato per spese correnti, 18,4 fondo pluriennale vincolato per spese in conto capitale.

Il risultato di Amministrazione 2018 risulta dunque così composto: 85,3 milioni avanzo di amministrazione, cui vanno detratti 98,7 milioni di parte accantonata, 10 milioni di parte vincolata, 2,2 milioni di parte destinata ad investimenti, per un disavanzo tecnico di 26,6 milioni proveniente dall’accantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilità effettuato con Rendiconto 2014 da ripianare nelle residue 24 annualità (da segnalare che nell’esercizio 2018 è stata ripianata una quota di € 4.252.439,64 superiore alla quota annuale pari ad € 1.237.439,64).

L’evoluzione del risultato di amministrazione evidenzia una crescita dal 2014 (28,5 milioni), 2017 (67,3 milioni) fino agli 85,3 del 2018.

Il fondo crediti di dubbia esigibilità (volto a fronteggiare il rischio dell’effettivo realizzo dei crediti) si attesta nel 2018 sull’ingente somma di 96,2 milioni (di cui 83,7 esistente al 1 gennaio 2018).

Per ciò che concerne la tesoreria, si registra un evidente calo delle anticipazioni non restituite che passano dai 21,2 milioni del 2015 agli 11,1 del 2018 (13,1 nel 2017), così come della cassa vincolata che scende dai 14,7 milioni del 2015 ai 2,8 del 2018. Tutto ciò per un totale di 13,1 milioni nel 2018 inferiore ai 36 milioni del 2015 ed ai 20,6 del 2017.

Un altro dato significativo riguarda la tempestività dei pagamenti: il Comune di Perugia passa da un ritardo medio di 83 giorni nel 2015 ai 7,7 del 2018 (8,2 nel 2017).

Per ciò che concerne le entrate (pari a 386 milioni), la parte principale sono quelle tributarie (35%), poi anticipazione di tesoreria (33% ma si tratta di una partita di giro essendo prevista pari somma nelle uscite).

Le entrate correnti (180 milioni circa contro i 170 del 2017) sono costituite principalmente da somme provenienti dai cittadini (162 milioni) e nella parte residua da risorse acquisite da enti esterni, Stato, regione, privati U.E., per 18 milioni. Dei 162 milioni, 137 sono entrate tributarie, 25 entrate extratributarie. Il contributo pro-capite da parte dei cittadini è di 973 euro, dello Stato ed altri è di 107 euro; in considerazione di ciò  l’autonomia finanziaria dell’Ente si attesta sul 90%.

In relazione alle entrate tributarie, il 33% è rappresentato dalla tari, il 29 dall’imu, il 18% fondi perequativi dello Stato, 13% addizionale irpef.

Le entrate da trasferimenti derivano principalmente da Amministrazioni centrali (47%), poi locali (36%), U.E. 10%.

Le entrate extratributarie (25 milioni circa) sono così ripartite: 25% vendita di servizi, 25% canoni, 23% sanzioni.

Per ciò che riguarda le entrate esterne (fondo di solidarietà comunale ed altri trasferimenti erariali), il 2018 si attesta sui 16 milioni, con riduzione pari al 52% rispetto al 2014 (meno 17,6 milioni).

Spesa per titoli: su un importo complessivo di 394 milioni, il 40% è rappresentato dalle spese correnti, il 32% da chiusura anticipazioni di tesoreria (partita di giro con le entrate), il 13% da uscite per conto terzi.

Spesa per missioni: 35% anticipazioni finanziarie, 14% servizi in conto terzi, 12% servizi istituzionali, generali e di gestione, 12% sviluppo sostenibile e tutela del territorio ed ambiente.

La spesa per macroaggregati (155 milioni) rileva che il 62% è destinato ad acquisto di beni e servizi, il 27% a reddito da lavoro dipendente.

La spesa corrente procapite nel 2018 è di 929 euro, in calo rispetto al 2010 (1077), in crescita rispetto a 206 e 2017 (913).

Per ciò che concerne le entrate in conto capitale (parte destinata agli investimenti), il 54% è rappresentato da contributi agli investimenti, il 16% da entrate da accensione prestiti.

Le risorse destinate agli investimenti sono pari a 19 milioni circa.

La spesa pro capite per investimenti nel 2018 sale a 113 euro in crescita rispetto al 2017 (75 euro), ma più bassa rispetto al 2009 (141 euro).

L’indebitamento è in costante calo e passa dai 175 milioni del 2009 ai 101 del 2018 (103 nel 2017) con un meno 42%. L’indebitamento pro capite, dunque, è nel 2018 di 604 euro contro i 1052 del 2009.

Il personale del Comune al 31 dicembre 2018 era di 1141 dipendenti, inferiore ai 1183 del 2017 ed ai 1394 del 2009. Per l’effetto scende la spesa di personale che è di 35,9 milioni nel 2018 (spesa netta) in confronto ai 43 milioni del 2011 ed ai 37 del 2017.

Di conseguenza l’incidenza della spesa di personale per residente è di 214 euro nel 2018 rispetto ai 259 del 2011. Nel Comune di Perugia il rapporto dipendenti/popolazione è 1/157, molto inferiore rispetto alla media (1/116).

Per ciò che riguarda i residui attivi (somme accertate e non riscosse per le quali esiste un titolo giuridico che costituisce il Comune creditore dell’entrata), il totale al 31 dicembre 2018 è di 179 milioni di cui 55,9 provenienti dalla competenza 2018 e 123 milioni dagli anni precedenti. I residui passivi (somme impegnate e non pagate per le quali esiste un titolo giuridico che costituisce il Comune debitore della spesa) sono pari a 70,5 milioni di cui 60,2 di provenienza 2018 e 10 milioni dagli anni precedenti.

I residui attivi nel 2018 (179 milioni) crescono rispetto al 2017 (160 milioni), mentre i residui passivi (70,5 milioni) scendono rispetto al 2017 (71 milioni).

Favorevole il parere dei revisori dei conti che, in sede di rilievi finali, hanno evidenziato quanto segue.

In merito allo stato di attuazione delle misure correttive alla pronuncia della corte dei conti, risultano parzialmente realizzate e, dunque, implementare quattro di esse (dismissione immobili, trasformazione di diritto di superficie in proprietà, definizione agevolata tassa rifiuti, miglioramento capacità di riscossione), mentre non risultano ancora realizzate due misure: alienazione quote minimetrò ed indirizzi in materia di entrate e spese correnti per la definizione del bilancio di previsione.

Per il resto il collegio prende atto favorevolmente dell’ottimo lavoro svolto sulla riduzione degli squilibri finanziari e sull’accelerazione del recupero del disavanzo tecnico. Ed infatti si registra una decisa riduzione della dipendenza dell’Ente dall’anticipazione di tesoreria, trend confermato dai primi mesi del 2019.

In futuro l’obiettivo deve essere di ricondurre l’anticipazione al suo ruolo naturale, ossia misura per coprire esigenze temporanee di cassa, ma ciò potrà avvenire solo risolvendo il problema delle entrate con basso tasso di riscossione, principalmente tari, recupero evasione e sanzioni da violazione del codice della strada.

Si confermano le criticità, pur in miglioramento, dei residui in quanto il tasso di smaltimento, pari al 23%, risulta insufficiente per ridurre la massa accumulata in parte corrente (71 milioni).

Fondamentale, per ridurre l’impatto dei mancati incassi, è il fondo crediti di dubbia esigibilità che dovrà essere ulteriormente implementato, pur essendo la somma attualmente allocata (96 milioni) molto vicina al limite massimo (99 milioni) consentito dalla legge.

Infine i revisori suggeriscono massima attenzione per ciò che concerne la partita delle aziende partecipate.

I consiglieri di opposizione intervenuti hanno espresso un giudizio negativo sulla manovra ritenendo che il bilancio del Comune non possa dirsi assolutamente in sicurezza come si vorrebbe far credere; in ogni caso, a loro dire, la città a causa delle scelte dell’Amministrazione risulta ferma ed ingessata.

I punti dolenti dell’attività del mandato, secondo il parere degli intervenuti, risiederebbero, tra le altre cose, nella mancata riorganizzazione della macchina comunale e nel mancato miglioramento della capacità di riscossione.

Il problema è che l’Amministrazione si sarebbe adeguata al passato non confrontandosi con la città, ma solo con pochi eletti. Nonostante ciò, parte dell’opposizione ha comunque rivendicato di essere riuscita a fare molto, portando avanti progetti importanti. In definitiva – hanno concluso i membri dell’opposizione– dal bilancio in esame non si legge un futuro per questa città.

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