“L’imposizione del burqa lede i diritti della donna”, la Lega: “No attenuanti culturali”

No al burqa nelle sedi istituzionali e negli ospedali

Burqa imposto: Alessandrini (Lega), scandaloso voler archiviare violenze come “attenuanti culturali”

“È sconvolgente che il pm di Perugia abbia scelto di archiviare la denuncia di Salsabila Mouhib, vittima di violenze domestiche e obbligata ad indossare il velo integrale dal marito, giustificando il tutto come ‘attenuanti culturali’ dovute alla religione islamica. Una richiesta di archiviazione che è uno schiaffo nei confronti di tutte le donne che hanno il coraggio di denunciare ed una mancanza di rispetto verso tutte quelle battaglie contro la violenza sulle donne, per giunta a pochi giorni dal 25 novembre. Bene ha fatto ​​il procuratore di Perugia Raffaele Cantone a prendere le distanze dal suo pm, riservandosi di valutare la vicenda personalmente nelle prossime ore. Non può e non deve passare il messaggio che ci possono essere giustificazioni o attenuanti alla violenza, sono in gioco i diritti delle donne oggi e la sicurezza delle nostre figlie domani”.

Lo dichiara in una nota Valeria Alessandrini, senatrice della Lega componente della commissione d’inchiesta sul femminicidio

“Una sentenza inaccettabile, l’imposizione del burqa lede i diritti della donna” – Fioroni, Peppucci e Puletti (Lega) sulle motivazioni della richiesta di archiviazione del Pm di Perugia

“Siamo sorprese e fortemente preoccupate dalle motivazioni che hanno indotto il Pubblico ministero di Perugia a presentare richiesta di archiviazione per un uomo, marocchino di 39 anni, che in seguito alla denuncia della moglie connazionale era accusato di maltrattamenti in famiglia e di averle imposto alcune costrizioni, tra cui quella di essere obbligata ad indossare il velo islamico”. Lo dichiarano Paola Fioroni, Francesca Peppucci, Manuela Puletti, consigliere regionali della Lega.

Fioroni, Peppucci e Puletti spiegano che “nelle motivazioni del giudice viene riportato che ‘la condotta di costringerla a tenere il velo integrale rientra, pur non condivisibile in ottica occidentale, nel quadro culturale dei soggetti interessati’. Si tratta di una sentenza inaccettabile sulla quale anche il procuratore Cantone, a quanto si evince dagli articoli di stampa, ha espresso le sue perplessità”.

“L’imposizione del burqa contro la volontà stessa della donna e quindi come limite alla libertà e violazione dei suoi basilari diritti – rimarcano – rappresenta un enorme passo indietro sul tema dell’emancipazione nei paesi occidentali e potrebbe creare un pericoloso precedente in tema di diritti per le donne provenienti da paesi islamici. Non possiamo accettare questo tipo di imposizioni nella giustificazione ‘è la loro cultura’. Vorrebbe dire forse che un giorno dovremmo accettare la poligamia o l’infibulazione? Siamo sorprese anche dall’atteggiamento della sinistra umbra, sempre pronta a ergersi a difesa dei diritti della donna, ma solo quando c’è da strumentalizzare contro la Lega – concludono Paola Fioroni, Francesca Peppucci, Manuela Puletti – mentre resta in vergognoso silenzio quando c’è da alzare la voce contro le inaccettabili imposizioni di culture che non rispettano i diritti e la libertà delle donne”.

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